Julio Sergio non dimentica il suo passato alla Roma. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera l'ex portiere giallorosso ha commentato il suo rapporto con la tifoseria, lo scudetto sfiorato nella stagione 2009-10, per poi dare un parere sulla squadra attuale, da Pau Lopez a Fonseca. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.

I romanisti hanno un grande ricordo di lei, lo sa?
"La cosa più bella è il rispetto che hanno per me come professionista e come persona. In pochi rimangono nella storia come Totti e De Rossi, e io non sono mai stato un fuoriclasse".

Nella storia, però, è quasi entrato: nel 2010 con Claudio Ranieri in panchina.
"È stata la delusione più grande della mia carriera, uno scudetto svanito per 45 minuti sbagliati, contro la Sampdoria. L'Inter era un'avversaria enorme, e infatti vinse il triplete".

La ricordano anche per il rigore parato a Floccari nel derby, sempre nel 2010.
"Non sono mai stato un fenomeno tecnicamente, ma avevo una grande concentrazione e questo mi aiutava nelle partite importanti. Quel rigore è tra i miei ricordi più belli".

La parata del portiere brasiliano sul rigore di Floccari nel derby del 18 aprile 2010

Cosa pensa di Pau Lopez?
"Ha una storia, non è stata una scelta improvvisata. A Roma è complicato per i portieri, le cose cambiano velocemente: ha qualità, deve imparare la tecnica del calcio italiano".

Nella Roma ha conosciuto molti allenatori. Con chi si è trovato meglio?
"Ranieri è un gentleman, Spalletti aveva le sue idee, Luis Enrique l'ho avuto pochi giorni, con Garcia ho avuto un rapporto sincero. Mi ha detto: "Non ti posso far giocare perché è una scelta della società". Ho apprezzato anche Montella: mi ha detto che preferiva Doni e io l'ho accettato".

Fonseca le piace?
"Ha già vinto, e non è semplice farlo in Europa. Quando si inizia un lavoro in una nuova squadra non è mai semplice, anche Alex Ferguson a Manchester non ha vinto subito. Il prossimo anno andrà meglio".

Secondo lei i campionati dovrebbero riprendere?
"Mi sembra molto complicato, il calcio ora passa in secondo piano".