Una settimana fa, al San Paolo, aveva rifinito la splendida azione corale grazie alla quale la Roma si era portata in vantaggio sul Napoli: cross al bacio per Edin Dzeko, che con un imperioso stacco di testa aveva battuto Reina. Una traiettoria perfetta, quella disegnata dal numero 24 giallorosso, che è stata replicata venerdì sera. E anche stavolta, come in terra campana, in grado di regalarci il vantaggio. Assente Dzeko, contro il Torino il beneficiario è stato Kostas Manolas. Un "cioccolatino" per l'inzuccata del greco, un vero e proprio regalo che doveva solo essere scartato. Sì, per celebrare il suo compleanno, Ale - piuttosto che riceverlo - il regalo ha preferito farlo. Ad un compagno, alla Roma e a tutti i suoi tifosi. Un'altra pennellata di interno-piatto destro, a pescare il numero 44 appostato sul secondo palo. Gol, di nuovo. Tanti auguri, Flo, e grazie del presente.

Buon compleanno Flo

Oggi il jolly romanista compie 27 anni e si gode il momento: una ritrovata continuità nelle prestazioni - favorita probabilmente dalla crescita della squadra, che sta cercando di tornare ai livelli di inizio stagione - e un contributo fondamentale nei momenti cruciali delle ultime due gare. Aperitivo ideale per il rush finale in ottica terzo posto, ma anche per arrivare con il morale alto alla partita di Champions contro lo Shakhtar. In occasione della quale Florenzi raggiungerà il 30esimo gettone stagionale. Dopo il lungo stop per il doppio infortunio, era tornato in campo all'Olimpico contro il Verona, e anche in quella circostanza aveva pennellato un perfetto cross per la testa di Dzeko, di sinistro però. Poi l'emozione del gol, a San Siro contro il Milan: le mani sul volto, quasi volesse cancellare fisicamente, con un gesto, i momenti difficili vissuti dal crack di Reggio Emilia. Poi, però, è arrivato quel bimestre nero, a cavallo tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018, in cui la squadra di Di Francesco si è involuta. Nessuno si è salvato, il rendimento di ogni giocatore (fatto salvo il solo Alisson) è stato ben al di sotto delle aspettative.

Ale non ha fatto eccezione: le critiche nei suoi confronti non sono mancate e d'improvviso quella definizione di "jolly" che lo accompagna da anni è sembrata farsi, da delizia, croce. Sempre per quel luogo comune secondo cui, se puoi giocare in ogni ruolo, significa che un vero ruolo non ce l'hai. Gli è stato rinfacciato spesso, quando le cose non andavano bene. E purtroppo, quando non riesci a portare a casa i risultati che ci si aspetta, puoi solo metterti sotto e lavorare. Florenzi ha fatto proprio questo: si è rimboccato le maniche e, insieme ai compagni, si è rialzato. O meglio, si sta rialzando. A Napoli, dopo un avvio in sofferenza, è cresciuto con il passare dei minuti: ha coperto bene su Insigne e si è proposto in avanti. Contro il Toro ha avuto più libertà di spingere e non si è fatto pregare. Perché Ale un ruolo ce l'ha sempre avuto: è "born to run", nato per correre. E ad uno così un posto in campo si trova sempre.

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