Da turchetto a Gran Turco, il percorso è stato non brevissimo ma intenso. La semina è stata raccolta soltanto con l'avvento del 2018: nel periodo più freddo dell'anno è stato Ünder a scaldare i cuori romanisti. Esplodendo definitivamente da quando è diventato titolare in pianta stabile. Eppure l'avventura di Cengiz nella Capitale è cominciata fra mille difficoltà. Linguistiche soprattutto, oltre che di adattamento a un calcio completamente diverso da quello al quale era abituato in patria, dove pure era sbocciato alla grande segnalandosi come uno degli Under 21 più promettenti del panorama continentale. Il talento del turco non è mai stato in discussione, perfino nel periodo in cui sembra non ancora pronto per il grande salto in una squadra di vertice della Serie A.

Avvio in sordina

Ma nella prima fase della stagione appare spaesato, quasi fuori contesto. Spesso si intestardisce in dribbling reiterati e proprio non riesce a trovare la via del gol. Tanto da finire spesso in panchina: nelle prime 27 partite ufficiali fra campionato e coppe, viene schierato dal primo minuto soltanto in cinque occasioni, lasciando raramente il segno. Eppure l'esordio assoluto da titolare è dei più promettenti: in campo nel 3-0 al Verona sotto il diluvio settembrino, sfiora la rete in più di un'occasione, centrando anche un clamoroso palo. Ma nella gara successiva a Benevento, sia pure condotta senza problemi dalla Roma dall'inizio alla fine, non brilla ed è costretto a cedere il posto nell'intervallo, non trovandolo più per oltre un mese, scampoli finali di partita esclusi. La grande occasione gli viene concessa nella prima sfida contro il Torino, antipasto indigesto in Coppa Italia di quella in programma domani. Ma i giallorossi falliscono l'obiettivo e la prestazione di Ünder risulta opaca.

La svolta

Poi però, con l'inizio del nuovo anno, la storia cambia. L'andamento del grafico dei suoi voti testimonia l'improvvisa impennata di rendimento. Il turco passa da una media di 5,83, relativa al girone d'andata; a una di 6,55, riguardante il parziale delle gare di ritorno disputate fino a questo momento, che fa salire la sua media stagionale a 6,22. La squadra attraversa il suo momento più buio e Di Francesco concede linfa fresca a un attacco che ha ridotto all'osso la sua incidenza realizzativa. Nel recupero con la Sampdoria a Marassi, il tecnico si affida a Ünder, complici anche gli stop di El Shaarawy e Perotti. Il turco viene schierato a sinistra - sulla corsia opposta a dove ha sempre giocato da quando è in Italia - e non sfigura affatto. Così come nel secondo atto della sfida, che si disputa appena tre giorni dopo all'Olimpico. La gara scandisce l'ennesimo passo falso del periodo, eppure Cengiz (riportato a destra) si guadagna sul campo i galloni da titolare.

Da lì in poi, il Fato è turchino. L'ex Basaksehir punisce il Verona, riprendendosi il maltolto dell'andata con gli interessi al Bentegodi, prima ancora che le lancette compiano il loro giro iniziale. La Roma torna alla vittoria dopo una vita e il simbolo della rinascita diventa lui. Nella gara successiva, in casa con il Benevento, concede bis e tris offrendo anche un assist al bacio a Dzeko per il 5-2 finale. Non solo: a Udine è sempre lui a sbloccare la partita, con uno straordinario sinistro da fuori che porta in dote la terza vittoria consecutiva, ma soprattutto permette alla squadra di tornare a convincere.

Il Gran Turco

Sembra tutto perfetto quando Di Francesco concede fiducia a Cengiz anche in Champions e il ragazzo ripaga il tecnico alla grande, andando in rete perfino in Ucraina. Esordio nella competizione bagnato dal gol, tanto per confermare che ormai qualsiasi pallone tocca diventa oro. Purtroppo quel giorno è la Roma a sciupare il regalo del suo giovane talento, con un secondo tempo scellerato che ribalta risultato e percentuali di qualificazione. La partita successiva con il Milan è una catastrofe e anche Ünder ne viene investito. Fin quando arriva la rinascita che non ti aspetti: in casa della capolista, nonostante lo svantaggio a freddo, è ancora lui a suonare la carica, pareggiando subito prima che la Roma dilaghi in poker. Cengiz guadagna un meritato 7,5 sulle pagelle de Il Romanista, portando la sua media da quando è titolare a un invidiabile 6,75. E diventando con sei gol nelle ultime sei partite il vero uomo del momento con Alisson. Il Gran Turco sul campo è maturo. E abbiamo tanto bisogno di lui.