Presto a Trigoria ci sarà il campo di allenamento Amedeo Amadei. Così dopo Agostino Di Bartolomei, a cui è dedicato il prato dove gioca la Primavera, un altro pezzo di Roma torna a casa. Il bomber del primo scudetto giallorosso ha battuto la concorrenza di altre leggende del club come Guido Masetti, Attilio Ferraris, Pedro Manfredini e Aldo Maldera. A deciderlo sono stati i tifosi romanisti iscritti a Socios.com, che recentemente ha inaugurato una partnership con la Roma. Si tratta di un'applicazione che permette agli appassionati di avere un contatto privilegiato con la propria squadra del cuore e di incidere in maniera concreta sulle azioni del club. I fan posso acquistare dei token (al prezzo di 2 euro) che sono spendibili per le votazioni che di volta in volta vengono proposte.

La partecipazione viene premiata permettendo ai fan di accedere a merchandising esclusivo o di vincere biglietti per l'area Vip dello stadio o di incontrare calciatori e leggende della squadra di riferimento. Un modo di vivere il calcio che guarda al futuro ed è lontanissimo da quello vissuto da Amadei e dai tifosi della sua epoca, ma che proprio per questo vuole riscoprire le radici e la storia del club. Così accade che 72 anni dopo l'ultima partita di Amadei con la maglia della Roma, quando il calcio si vedeva allo stadio o si seguiva alla radio, non c'erano gli smartphone (figuriamoci le app) e i calciatori erano solo calciatori (non aziende), c'è chi vuole dedicare un campo al "Fornaretto di Frascati".

Pane, pallone e Roma

Il soprannome arriva dall'attività di famiglia, un forno per la produzione del pane, nella cittadina alle porte di Roma che esiste ancora e oggi è portato avanti dagli eredi della famiglia Amadei. La sua avventura in giallorosso quando a 14 anni prende parte ad un provino. Velocità, tiro potente e temperamento "testaccino" lo fanno subito emergere tra gli altri ragazzi che inseguono il sogno di vestire la maglia giallorossa. Va agli allenamenti in bici, è bravo e nelle partitelle in famiglia con la prima squadra c'è qualche componente della rosa che comincia a chiedersi chi sia quel ragazzino scattante in grado di mettere in difficoltà anche i difensori più esperti. A 15 anni, 9 mesi e 6 giorni fa il suo esordio in Serie A in Roma-Fiorentina (2-2) del 2 maggio 1937 diventando il più giovane calciatore a giocare una partita nella massima serie, record tutt'ora imbattuto. Primato che si accompagna a quello del gol più giovane della Serie A ottenuto la settimana successiva nella sconfitta contro la Lucchese. È solo l'inizio di una bellissima storia d'amore che, come tale, è fatta di gioie, delusioni, addii e ritorni. Ma come tutte le storie d'amore è resa immortale dal sentimento che si porta dietro.

Amadei sarà il simbolo di una Roma che per la prima volta si fa grande conquistando lo scudetto del 1942. L'ultima gioia prima di un periodo difficile con la guerra che investe l'Italia e il forno di famiglia distrutto sotto i bombardamenti. Accanto al dramma collettivo c'è quello personale di Amedeo che viene squalificato a vita per errore dopo il parapiglia di Torino-Roma. Torna a giocare nel 1946, con la fascia di capitano, dopo l'amnistia del Coni ma la Roma scudettata è solo un ricordo. Amadei è "l'ottavo re di Roma" di una squadra in declino, così nel 1948 si consuma la separazione. Decide di accettare la ricca offerta dell'Inter e si trasferisce a Milano, lasciandosi alle spalle 111 gol e 234 partite in giallorosso.

Chiuderà la carriera a Napoli nel 1956 ma in entrambi i contratti inserirà una clausola che gli permetterà di non giocare contro la Roma se i giallorossi fossero stati in difficoltà di classifica. Non vestirà mai più questi colori ma Amadei farà sempre rima con Roma. Nel 2012, un anno prima della sua morte a 93 anni, entra nella hall of fame del club e da ieri ha per sempre il suo posto nella casa della Roma.