Nikola Kalinic è stata una delle sorprese con cui Fonseca è tornato da Cagliari. Il croato, acquistato come vice-Dzeko in estate e fino a due giorni fa oggetto misterioso del mercato della Roma, con un minutaggio davvero ridotto, lo stesso che ha "stancato" a tal punto il bosniaco titolare che contro gli uomini di Maran proprio non era possibile schierarlo.

Per la verità anche sfortunato, Kalinic, perché esattamente un girone fa Fonseca l'aveva lanciato titolare per far rifiatare Dzeko nella gara di andata con il Wolfsberger nel girone di Europa League e lui aveva deluso, ma - registrato l'intermezzo proprio di Roma-Cagliari, quando fu protagonista della rete del 2-1 poi annullata dall'arbitro Massa con tutte le polemiche che seguirono - nella seconda occasione in cui Fonseca aveva puntato su di lui da titolare (quando cioè Edin Dzeko si era dovuto fermare per la frattura allo zigomo rimediata durante la gara con i sardi all'Olimpico) Kalinic a Genova si è rotto il perone ed è stato costretto a fermarsi per sette partite tra campionato e coppe.

Straordinari per Dzeko e poi qualche apparizione, mai così incisiva. Fino a domenica pomeriggio, quando alla Sardegna Arena si è vendicato della partita di andata, tornando a segnare alla sua vittima preferita in Serie A, il Cagliari, con una doppietta e un assist (come non gli riusciva dal 2007, quando era all'Hajduk Spalato).

Che si sia sbloccato del tutto o meno, lo vedremo, ma quello che è certo è che Kalinic, che non ha mai fatto una piega fino ad ora e che si è detto felice nella Capitale, restituisce a Fonseca una risposta importante: quando l'amico Edin dovrà riposare Nikola, che è stato un ottimo attaccante e non vuole e non può passare per un ex giocatore, ci sarà e avrà più fiducia.