Quarantotto ore o poco più. Poi la Roma cambierà proprietà. Da James Pallotta al gruppo Friedkin con il grande capo Dan che ne diventerà il ventiquattresimo presidente e il figlio Ryan che si trasferirà quasi stabilmente da queste parti con un ruolo apicale nell'organigramma giallorosso. Per gli ultimi fuochi di una trattativa cominciata diversi mesi fa, le parti in causa, in particolare lo stuolo di avvocati che sta lavorando al deal, si sono trasferite nella grande mela, in quella New York considerata da molti, e con valide motivazioni, l'ombelico del mondo. I contratti sono stati esaminati nel dettaglio, compresa l'appendice della semestrale chiusa dalla Roma con un passivo che recita ottantasette milioni di euro. Cifra notevole ma che lo stesso Dan Friedkin si aspettava e che non ha cambiato di una virgola l'interesse di questo signore americano che ha fatto fortuna ampliando l'azienda fondata dal papà, core business il settore automobilistico con l'esclusiva del marchio Toyota in cinque stati a stelle e strisce (fatturato intorno ai dieci miliardi di dollari), poi diversificazione nei settori del turismo e dell'industria cinematografica. 

 

Non è da escludere che le firme sul preliminare possano esserci già nella giornata di oggi a New York dove, ci dicono, si incontreranno James Pallotta e Dan Friedkin. Doveva essere Houston la base per il brindisi finale, ma pare che le parti abbiano convenuto, per motivi di logistica, di incontrarsi a metà strada. Resta ancora un mistero la cifra finale dell'acquisto che comunque dovrebbe aggirarsi intorno ai settecentocinquanta milioni di dollari (una cinquantina dovrebbe essere la caparra che sarà subito versata dall'acquirente), una cifra che costituisce la più alta mai pagata per una società del nostro calcio. Dopo il preliminare sarà necessario, per questioni burocratiche, attendere ancora un paio di mesi prima che si arrivi al closing definitivo che si può pensare ci sarà tra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Solo dopo, visto che la Roma è una società quotata in Borsa,  la nuova proprietà lancerà l'obbligatoria Opa. Per quello che ci risulta Dan e Ryan non dovrebbero sbarcare a Roma prima del definitivo closing. Una scelta dettata dalla volontà di continuare ad avere un profilo basso come è stato fino a questo momento, evitando qualsiasi forma di mediacità per non rischiare che l'affare saltasse. Come detto, una volta sbarcati a Roma, sarà Ryan a rimanere per seguire da vicino le vicende societarie, un po' sulla falsariga di quello che sta facendo Zhang con l'Inter.  Non è da escludere che una volta concluso il deal Roma, la famiglia Friedkin, appassionata d'arte (la moglie di Dan ama l'archeologia, qui ne troverà fino a stufarsi), decida di ampliare i suoi interessi nella nostra città. Più di una fonte, infatti, ci suggerisce che per esempio gli stabilimenti cinematografici di Cinecittà potrebbero interessare i nuovi proprietari della Roma.  A noi interessa, con tutto il rispetto, che facciano il meglio per la Roma.