A separare la Roma dai quarti di finale di Europa League c'è il Siviglia di Monchi, vecchia conoscenza tornata all'ovile dopo la deludente esperienza biennale nella Capitale. Questo il verdetto dell'urna di Nyon, dove ieri alle 13 si sono tenuti i sorteggi degli ottavi: i giallorossi avranno il vantaggio della gara di ritorno allo Stadio Olimpico (il 19 marzo alle 21), mentre l'andata al Sanchez-Pizjuan si giocherà il 12 marzo alle 18.55.

Sarà dunque la regina assoluta della competizione (cinque vittorie negli ultimi quattordici anni, tre delle quali consecutive), che però ha sudato più del previsto nei sedicesimi di finale contro il Cluj. Dopo l'1-1 ottenuto in trasferta, i biancorossi spagnoli non sono andati oltre lo 0-0 in casa, con tanto di brivido finale per un gol annullato dalla Var ai romeni allo scadere. Sorteggio complicato, quindi, ma la squadra attualmente guidata da Julen Lopetegui non è la schiacciasassi vista all'opera tra il 2013 e il 2016.

«È una delle squadre più forti della competizione - il commento a caldo di Paulo Fonseca ai microfoni di Roma Tv - Conosco bene il Siviglia: ha un grande allenatore e giocatori di esperienza. Sia noi che loro abbiamo cambiato molto negli ultimi anni: hanno un nuovo tecnico e in estate hanno fatto molti investimenti, ma hanno una forma di gioco diversa rispetto alla nostra».

Il sorteggio, effettuato dal'ex centrocampista del Liverpool Dietmar Hamann, se non altro ha regalato alla Roma il ritorno in casa: un fattore molto importante secondo l'allenatore portoghese. «Giocando la prima in trasferta, se dovessimo ottenere un buon risultato avere poi la sfida decisiva all'Olimpico è ottimo. Ma dovremo comunque fare bene a Siviglia».

Zubiria: «Vogliamo la finale»

Sarà una sfida speciale anche per Manolo Zubiria, che a Siviglia è cresciuto. Il Global Sport Officer, responsabile anche dei rapporti tra il Club giallorosso e la Uefa, ieri era presente al sorteggio insieme a Gianluca Gombar e ai microfoni di Sky Sport ha commentato così l'accoppiamento: «Eravamo pronti ad affrontare chiunque: è bello incontrare il Siviglia, che ha fatto molto bene in questa competizione. Ci aspettano due grandi partite. Siamo due squadre simili, anche per la stagione che stiamo vivendo - prosegue Zubiria - Non vediamo l'ora di scendere in campo. Sicuramente giocare il ritorno in casa rappresenta un grande vantaggio». Alla domanda su quali siano i pregi e i difetti della squadra andalusa, Zubiria non si sbottona: «Conosco il Siviglia e potrei dirne tanti, ma ho il massimo rispetto per i tifosi e per la squadra. Il giudizio non può che essere positivo, visto anche quello che hanno fatto in Europa».

Nessun dubbio invece su quali siano gli obiettivi della Roma: «Vogliamo arrivare in finale, per noi sarebbe una grandissima cosa. Per quanto riguarda la prossima Champions League, abbiamo due strade per arrivarci: c'è la possibilità ancora apertissima tramite il campionato, oppure attraverso l'Europa League». Inevitabile quindi una battuta su Monchi, con il quale Manolo Zubiria ha lavorato per circa un anno e mezzo all'ombra del Colosseo: «È un grande professionista, con lui abbiamo bei ricordi e sarà il benvenuto qui, ma è pur sempre Roma-Siviglia. Loro hanno vinto molte volte questa competizione, noi ci faremo trovare pronti per affrontare al meglio questa grande squadra».

Se la serata di giovedì aveva regalato esclusioni illustri (Ajax, Porto e Arsenal), nell'urna c'era comunque più di un'insidia: Manchester United, Bayer Leverkusen, l'ostico Getafe e la stessa Inter erano avversarie da evitare. Così come pure gli andalusi che, nonostante non stiano vivendo il loro miglior momento storico, hanno una grandissima esperienza in campo internazionale e, prima di avere la meglio sul Cluj, hanno vinto il Gruppo A con 15 punti, davanti ad Apoel Nicosia, Qarabag e Dudelange. Appuntamento al 12 marzo per il primo atto della doppia sfida.