Il 17 gennaio del 2016 la prima Roma dello 'Spalletti 2.0' impattava per 1-1 contro il Verona. Un mezzo passo falso che fece calare sugli spalti dello ‘Stadio Olimpico' una coltre di amarezza e disincanto. Eppure qualcosa si stava muovendo. Quel freddo pomeriggio invernale portava in grembo i semi di una rinascita, individuale prima che collettiva. Dopo un intero girone senza gol all'attivo, Radja Nainggolan – all'esordio da trequartista - trovò la sua prima rete in campionato, iniziando quel percorso di definitiva consacrazione che lo portò a segnare ben 6 gol in un solo girone.

Da allora molte cose sono cambiate. A cominciare dal ruolo. Una mutazione che lo stesso centrocampista belga ha definito come un semplice ritorno all'antico in un'intervista a il Romanista. Proprio nel momento in cui i dubbi tattici e le perplessità iniziavano a farsi strada prepotentemente nella mente di tifosi e addetti ai lavori, sabato sera il Ninja ha tirato fuori la risposta del grande giocatore, sbloccando la partita grazie ad un'incursione letale in area di rigore. Un movimento tipico della mezzala di Di Francesco che, per esempio, lo scorso anno ha consentito a Lorenzo Pellegrini di realizzare ben 8 gol stagionali. Ieri come allora, dunque, vedi Verona e poi rinasci caro Radja, ma questa volta no, nessuna brutta sorpresa a rovinare tutto al fischio finale.