Strana la vita del calciatore in tempi di mercato. Quando dicono che può succedere di tutto durante il periodo di trattative, non sempre si tratta di frasi fatte. Deve averlo pensato anche Leonardo Spinazzola, che nel giro di settantadue ore si è trovato catapultato nel pianeta Inter, salvo tornare a Trigoria. Roma-Milano andata e ritorno in poco meno di tre giorni per lui, percorso inverso per Politano. Come se nulla fosse accaduto.

Ma più di qualcosa è successo e negarlo sarebbe inutile, forse persino controproducente. Meglio non pensare a quanto avrebbe potuto essere e non è stato. Meglio ricominciare da dove si era rimasti. Anzi, da molto di più, perché l'esterno umbro nell'ultimo mese il campo lo aveva visto pochino: un solo minuto nel finale di match di Firenze, quello vinto 4-1 in trasferta con piglio da grande squadra che proiettava verso un Natale molto più luminoso di questo singolare inizio di anno nuovo. Da un punto di vista strettamente personale, forse qualche certezza per l'ex juventino si era incrinata, anche perché nel frattempo il suo "concorrente" Florenzi aveva ricominciato ad avere fiducia, titolarità e fascia. In ogni senso.

Ma il destino compie enormi giri e a volte regala seconde possibilità. Quella di Spina sarà su un terreno difficile, al Ferraris, capofila di un trittico di gare da non sbagliare e che qualche spina (minuscola) da evitare possono disseminarla sul cammino della Roma. Genova per lui non può davvero essere un'idea come un'altra. Complici le simultanee squalifiche del Capitano e di Kolarov, a Marassi toccherà a lui (questa volta sulla corsia mancina, con Santon sul versante opposto), come confermato da Fonseca alla vigilia. «Spinazzola sta bene, si è allenato molto bene, giocherà a Genova, è pronto. È contento, mi sembra contento», ha rivelato ieri il tecnico in conferenza stampa. E in effetti a dar retta alle impressioni dettate dalla mimica facciale, il sorriso a trentadue denti sfoderato al momento dell'approdo estivo nella Capitale aveva lasciato spazio a espressioni meno soddisfatte in terra lombarda.

Sintomo che il ragazzo a Roma sta più che bene ed è qui che vuole giocarsi le sue chances, anche in chiave Europeo. Ma per farlo deve tornare ai livelli della fase centrale del girone d'andata, quando sembrava aver conquistato un posto da titolare. Era il periodo dell'apice dell'emergenza, che il grave infortunio di Zaniolo e i soliti numerosi piccoli e grandi stop hanno riaperto. Ma non c'è tempo di leccarsi le ferite o perdersi nei giochi del destino. Da oggi si riprende.