Sliding doors. Ovvero, per farla semplice, come sarebbe andata a finire se le cose fossero andate diversamente? È quello che si chiedono tutti i romanisti a proposito di Nikola Kalinic, finora ai margini del progetto giallorosso. Non solo per sue colpe, sia chiaro: la frattuta al perone riportata il 20 ottobre a Marassi contro la Sampdoria ha condizionato inevitabilmente il suo utilizzo e, di conseguenza, la sua condizione atletica. Eppure, quel gol annullato allo scadere contro il Cagliari, dopo quell'attesa surreale di circa cinque minuti, sono l'immagine che racconta meglio la stagione dell'attaccante croato fino a questo momento. La fortuna non è stata certo dalla sua parte, ma domani al Tardini contro il Parma toccherà proprio a lui guidare l'attacco romanista. Dzeko (apparso comunque piuttosto stanco nelle prime due uscite del nuovo anno) deve scontare le due giornate di squalifica che gli sono state comminate dal Giudice sportivo dopo il rosso rimediato al Franchi nella passata stagione, quindi Nikola è il centravanti designato.

Finora ha totalizzato 208 minuti tra campionato ed Europa League, partendo soltanto due volte da titolare: il 3 ottobre a Graz contro il Wolfsberger, nell'unica partita che lo ha visto rimanere in campo per tutti i 90', e il 20 ottobre proprio in quel Samp-Roma in cui si è fatto male. Sostituiva Dzeko, reduce dalla doppia frattura allo zigomo rimediata all'Olimpico contro il Cagliari, ma all'intervallo si ritrovava costretto a lasciare il campo in favore del collega bosniaco. Quindi poco meno di due mesi ai box, allenandosi a parte per recuperare, e il rientro nel finale di Roma-Spal del 15 dicembre. Altri due spezzoni contro Torino (17') e Juventus (8'), troppo brevi per lasciare il segno.

A Trigoria continuano ad avere fiducia nell'ex viola, tanto da smentire categoricamente i rumors che lo volevano in partenza a gennaio. «Non è sul mercato - le parole di Petrachi nell'intervista al sito ufficiale della Roma lo scorso 3 gennaio - Siamo convinti che nel girone di ritorno ci darà tante soddisfazioni». Lo ha ribadito domenica sera, a pochi minuti dal fischio d'inizio della gara contro la Juve, sottolineando come l'infortunio abbia rallentato il suo processo di crescita. Anche perché Kalinic è reduce da una stagione, la scorsa, in cui agli ordini di Simeone ha totalizzato soltanto 1.090'.

Ma le parole del direttore sportivo e di Fonseca («Sta lavorando bene e giocherà di più, anche perché ci sarà utile») gli regalano la serenità di cui ha bisogno. Domani, per la prima volta in carriera, affronta il Parma, mai incrociato nelle sue precedenti avventure italiane: anche alle sue spalle le scelte sono obbligate, viste le tante assenze. Ünder, Pellegrini e Perotti lo assisteranno, con l'obiettivo di farlo sbloccare: un gol, soprattutto in una competizione come la Coppa Italia, a cui la Roma ha il dovere di ambire, potrebbe dare la definitiva svolta alla sua stagione. Facendo sì che le sliding doors, stavolta, cambino in meglio il corso degli eventi.