A volte ritornano. Succederà oggi a Matteo Politano, atteso in mattinata prima a Fiumicino (dove arriverà intorno alle 9), poi a Villa Stuart per sostenere le visite mediche. L'esterno rientra nella città dove è nato e cresciuto, anche calcisticamente, dopo una trattativa-lampo condotta fra Roma e Inter. .

Ai nerazzurri andrà Leonardo Spinazzola, nell'ambito di uno scambio alla pari a titolo definitivo fra i due club. Affare facilitato dall'appartenenza dei due nazionali alla scuderia di Davide Lippi. Entrambi i calciatori saranno valutati 28 milioni, cifra che permetterà alle due società di non fare minusvalenze. Il romano di ritorno nella squadra per la quale tifa non ha chiesto ritocchi al proprio ingaggio, che si aggira intorno ai due milioni, una somma inferiore a quella percepita dal terzino e che quindi farà anche abbassare il monte ingaggi a Trigoria.

Il giocatore classe 1993 rientra in giallorosso dopo sette anni e mezzo, anche se la cessione definitiva dalla casa madre è arrivata soltanto nel 2016, dopo un lungo girovagare in prestito (una stagione a Perugia, due a Pescara e una al Sassuolo, prima di essere riscattato dagli emiliani). Durante la sua lunga permanenza a Trigoria, Politano ha conquistato due titoli tricolori, uno con gli Allievi di Stramaccioni e l'altro con la Primavera di Alberto De Rossi, nel 2011, in una squadra ricca di talento che annoverava Florenzi come Capitano e, fra gli altri, Viviani, Sabelli, Caprari, Ciciretti, Verre: tutti ragazzi arrivati in Serie A o quantomeno transitati nella massima categoria.

Oltre al terzino - che ritroverà con la fascia al braccio esattamente come ai tempi delle giovanili - Matteo incrocerà nuovamente anche un altro ragazzo cresciuto con il giallo e rosso addosso e nell'anima, quel Lorenzo Pellegrini che ha giocato insieme a lui a Sassuolo per due stagioni. Si compone dunque un altro terzetto di chiaro stampo romanista, dato che non potrà che fare piacere ai tifosi.

Anche se la genesi dell'acquisto è legata a un episodio poco felice. La necessità di acquistare un giocatore d'attacco è diventata urgenza nella serata di domenica, quando è stata accertata l'entità dell'infortunio di Zaniolo, che costringerà il numero 22 a restare fermo fino alla prossima stagione. Da qui il blitz di Petrachi e l'accordo quasi fulmineo con l'Inter, che cercava invece un esterno basso.

Al posto di Spinazzola difficilmente arriverà Barisic, il terzino dei Rangers, per il quale gli scozzesi chiedono una somma superiore ai dieci milioni. Troppi al momento. La trattativa con la Roma era stata confermata nei giorni scorsi dal manager della squadra dei protestanti di Glasgow, Steven Gerrard, ma la richiesta è reputata eccessiva. La batteria a disposizione di Fonseca resta per ora quella composta da Florenzi, Kolarov, Santon (che è tornato in gruppo) e Bruno Peres, oltre a Zappacosta, quando rientrerà dall'infortunio. Non è escluso che si possa aprire una pista alternativa nelle prossime ore.

Si complica anche l'affare-Villar. Il giovane mediano dell'Elche è all'ottanta per cento di proprietà del Valencia, che oltre ad avere una sorta di prelazione sul giocatore (con la possibilità di pareggiare qualsiasi offerta) ha comunicato al club geograficamente vicino la volontà di riscattarlo nella prossima estate. La Roma ha offerto tre milioni, la richiesta è di otto. Una forbice troppo ampia per sperare di colmarla nei tempi brevi imposti dal mercato di gennaio.