Non c'erano molti dubbi, ma sono stati tolti ben presto, già prima del calcio d'inizio: la Curva Sud, che da tempo non gradisce la presidenza di James Pallotta, a cui non sono stati mai risparmiati cori, ha ribadito la sua posizione, invitando il patron della Roma a farsi da parte, accelerando le (già ben avviate) trattative con il gruppo che fa capo al texano Dan Friedkin. Dal calcio d'inizio della partita, però, niente più cori sulla società, ed è partito il solito accompagnamento sonoro, particolarmente ben riuscito perché il freddo e le ultime ore di feste non hanno impedito un gran bel colpo d'occhio: Curva Sud completamente piena, e con tante bandiere che hanno sventolato per tutto il tempo, pochissimi posti liberi anche in Nord, buono anche il riempimento della Tribuna Tevere, si vedevano i seggiolini solo nelle prime file del parterre (in cui sono apparsi anche un paio di nuovi stendardi, su uno c'era scritto «gioie e giornate amare», con sotto lo stemma ASR stilizzato) e nei due angoli più in alto, lato distinti.

Erano 17.188 quelli che avevano preso il biglietto, sommati ai 21.766 abbonati si arrivava a 38.954 presenti. «Forza Roma facci un gol», si è alzato dalla Curva dal quarto d'ora, proprio mentre Kolarov aggiustava la mira, prima della punizione alzata in angolo da Sirigu. Sovrastati senza problemi il centinaio di torinisti, con tanto di striscione "Roma", e stendardo con l'omino del Subbuteo: pochi, ma si sono aiutati con un paio di tamburi, che non si sono fermati un attimo. A metà primo tempo enorme striscione nella parte bassa della Curva Sud, un tessuto giallo molto vintage, con caratteri rossi: «Passa il tempo, non la passione / pronti per un altro decennio di tifo e azione! Forza Roma». E a fine primo tempo un diluvio di fischi (e qualche "buffone") per Di Bello, che dopo aver assegnato un minuto di recupero ha fatto giocare una quarantina di secondi in più, quelli in cui è arrivato il gol di Belotti. A inizio ripresa subito «Voglio solo star con te», per provare a dare la scossa alla squadra, che ha accusato il colpo del gol in chiusura di tempo. E poi di nuovo contro l'arbitro, per l'incomprensibile scelta di non ammonire Izzo (ma anzi di dare il giallo pr proteste a Florenzi, che pure in quanto capitano poteva andare a chiedere spiegazioni) per quell'evidentissimo fallo di mano al limite dell'area: l'ex difensore del Genoa era già ammonito, il Torino sarebbe rimasto in dieci, con un quarto d'ora da giocare, ben prima del 2-0 su rigore. E a fine partita, la squadra va sotto la Sud a battere le mani ai tifosi, che ancora cantavano.