Sono i punti fermi dell'attacco giallorosso insieme a Lorenzo Pellegrini: Nicolò Zaniolo ormai stabilmente largo a destra, dove può far valere le sue doti tecniche e atletiche; Edin Dzeko al centro dell'attacco, rifinitore e finalizzatore, a metà tra numero nove e numero dieci. Oggi saranno ancora una volta i protagonisti dell'undici di Paulo Fonseca, pronti a sfidare quel Torino che evoca loro dolci ricordi. Il tecnico portoghese ha già dimostrato di non rinunciare mai alla loro qualità: caratteristiche e ruoli differenti, ma sono entrambi imprescindibili e vengono da una prima parte di stagione ottima. Il bosniaco, come minutaggio, è secondo soltanto a Kolarov (1.828' contro i 1.863' del serbo); il numero ventidue li segue con 1.619' totali. Dieci gol per Edin, sei per Nicolò: sono i due migliori marcatori della Roma e, quando vedono il granata, si esaltano.

Delirio in extremis

Il primo gol di Dzeko contro il Torino arriva il 19 febbraio 2017, nella migliore stagione per lui dal punto di vista realizzativo: al 10' il numero nove sblocca la gara con un destro dal limite dell'area; è la sua diciannovesima rete stagionale e indirizza il match, che la Roma di Spalletti vince 4-1 all'Olimpico. Un successo che tiene i giallorossi sulla scia della Juventus. In quel Toro, allenato da Mihajlovic, gioca Zappacosta, oggi compagno di squadra di Edin alla Roma.

Ma il vero gol d'autore del bosniaco contro i granata arriva il 19 agosto 2018, prima giornata dello scorso campionato: all'89', sullo 0-0, Kluivert se ne va sulla destra e crossa al centro; la traiettoria sembra difficile da controllare, ma Dzeko si coordina alla perfezione, colpisce di interno sinistro e spedisce il pallone sul palo più lontano. Un gesto tecnico incredibile, che oprovoca il tripudio del settore ospiti: Dzeko corre lì sotto a petto nudo e mostra i muscoli ai romanisti in delirio. La vittoria di Torino, però, fa da preludio a una stagione negativa sotto ogni punto di vista, culminata con l'esonero di Di Francesco e la fuga di Monchi, con la mancata qualificazione in Champions e gli addii di De Rossi prima e Totti poi. Inutile rivangare episodi fin troppo vividi - purtroppo - nella mente dei romanisti.

Piacere, Nicolò

Come quest'anno, anche il 2019 della Roma in campionato si apre con il Torino: all'Olimpico la gara di ritorno viene sbloccata da Nicolò Zaniolo, al secondo gol consecutivo in casa. Dopo la perla contro il Sassuolo nel giorno di Santo Stefano, il giovane talento arrivato l'estate precedente dall'Inter dà un ulteriore saggio della sua classe e della sua potenza fisica. È un'azione testarda quella che sblocca la partita al 15', in cui Nicolò cade a terra, vince un contrasto, si rialza e alla fine la butta dentro, sotto la Nord. L'esultanza è ancora più bella e regala un'istantanea perfetta di ciò che Zaniolo è: un ragazzo determinato, che sa abbinare la freddezza di un veterano all'esuberanza di un diciannovenne. Ed è da lì che i tifosi capiscono di avere un nuovo beniamino. Entrambi in estate hanno rinnovato, dopo che i rumors di mercato li avevano dati in partenza un giorno sì e l'altro pure: Edin è stato a un passo dall'Inter, Zaniolo piaceva a tante squadre, ma non ha «mai pensato di andare via». La Roma, anche nel 2020, riparte da loro: del resto, sanno prendere il Toro per le corna.