È toccato proprio a uno dei quattro ex della prossima sfida contro la Fiorentina rispondere alle domande dei tifosi ieri, tramite il format del club "Ask Mancini". Il centrale rappresenta uno dei migliori elementi della squadra in questo primo scorcio di stagione e con Smalling forma una coppia affidabile e affiatata: «Lui sta iniziando a imparare l'italiano. Noi con uno sguardo ci capiamo. Chris si applica al massimo, io su questo aspetto devo migliorare molto. Sull'impostazione magari posso avere qualcosa in più io».

Eppure Gianluca ha reso alla grande anche a centrocampo: «Nasco centrocampista fino al primo anno di Primavera. C'è stata questa occasione, il mister mi ha detto che per rendere in un ruolo non mio dovevo dare ancora di più, ho deciso di metterci tanta cattiveria. Ma il merito è della squadra, quando un singolo riesce a esprimersi in un ruolo non suo è grande merito della squadra. Poi Veretout al mio fianco correva per due, io ho altre caratteristiche. Con i piedi non ho paura di giocare. È stata una cosa nuova che mi ha dato soddisfazione. A centrocampo so che oltre non vado, se c'è emergenza ci torno ma ho più margini di crescita in difesa».

Fra i compagni ce n'è uno con cui ha un rapporto privilegiato: «Spinazzola lo conosco da 5 anni e mezzo, è un amico anche oltre il calcio. Con Pellegrini ci siamo conosciuti a giugno in Nazionale ma ci siamo presi subito. C'è stato da subito un bel rapporto, ci somigliamo e questo ha facilitato l'amicizia». Ma con tutto il gruppo ha legato: «Siamo tutti ragazzi sani e genuini. Florenzi e Kolarov sono molto simpatici, ma anche Antonucci». A stupirlo è stato una caratteristica di Mkhitaryan che va oltre gli aspetti tecnici: «Lui già parlava qualcosa d'italiano, ma parla tante lingue. È un ragazzo molto intelligente».

Giocando nella Roma, non gli toccherà più marcare il più forte attaccante incrociato: «Ce l'ho in squadra ed è Edin. Ho giocato qualche volta contro di lui e mi ha sempre segnato. Lo vedevo come uno dei top al mondo. È un 9 e un 10. Non è uno che sta lì sempre al centro, svaria per tutto il campo». Con questa squadra si può andare avanti, anche in Europa: «Ci è andata bene perché da secondi nell'urna ci potevano capitare squadre forti. Il Gent è forte, ha vinto il suo girone, sarà una gara equilibrata. Da qui in avanti iniziano le partite che non puoi sbagliare». Roma è stata la scelta giusta per Mancini: «Col gruppo mi trovo bene, la città è magica, l'inno mi regala emozioni».