"La Società giallorossa, assieme ad altre 70 organizzazioni sportive, si è impegnata ad aiutare i giovani rifugiati a scoprire il loro potenziale tramite lo sport". Questo un estratto del comunicato apparso sul sito della Roma, per annunciare l'adesione all'impegno di UNHCR, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e del Comitato Olimpico Internazionale nel supporto ai rifugiati proveniente dal mondo dello sport.

Per partecipare attivamente all'iniziativa, la Roma si è fissata tre punti: promuovere e garantire l'accesso a tutti i rifugiati, senza nessun tipo di distinzione, a strutture sportive sicure ed inclusive, incrementare la disponibilità e l'accesso a sport e iniziative sportive organizzate per i rifugiati e per le comunità ospitanti, considerando attivamente l'età, il sesso, le abilità ed altre esigenze correlate alla diversità e infine, promuovere e agevolare l'accesso paritario e la partecipazione da parte dei rifugiati ad eventi e competizioni sportive a tutti i livelli. Di seguito, il comunicato.


Il comunicato

"AS Roma si unisce all'impegno di UNHCR, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e del Comitato Olimpico Internazionale nel supporto ai rifugiati proveniente dal mondo dello sport. Il sostegno del Club arriva in vista del Forum Globale sui rifugiati che si terrà la prossima settimana. La Società giallorossa, assieme ad altre 70 organizzazioni sportive, si è impegnata ad aiutare i giovani rifugiati a scoprire il loro potenziale tramite lo sport. L'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) hanno annunciato oggi che i Comitati Olimpici Nazionali, le federazioni sportive internazionali, le associazioni nazionali, i club e le organizzazioni della società civile che lavorano in ambito sportivo si stanno impegnando a fornire opportunità sportive ai giovani rifugiati.

Riconoscendo il potere di trasformazione dello sport, l'UNHCR ha lavorato a questa iniziativa globale a stretto contatto con la Fondazione Olimpica per i Rifugiati (ORF) e con il CIO, in vista del primo Forum Globale sui Rifugiati che si terrà a Ginevra il 17 e il 18 dicembre.

L'AS Roma ha sottoscritto i tre seguenti impegni:

-Promuovere e garantire l'accesso a tutti i rifugiati, senza nessun tipo di distinzione, a strutture sportive sicure ed inclusive.
-Incrementare la disponibilità e l'accesso a sport e iniziative sportive organizzate per i rifugiati e per le comunità ospitanti, considerando attivamente l'età, il sesso, le abilità ed altre esigenze correlate alla diversità.
-Promuovere e agevolare l'accesso paritario e la partecipazione da parte dei rifugiati ad eventi e competizioni sportive a tutti i livelli.
 "Accogliamo con estremo favore questi importanti impegni", ha dichiarato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, "che testimoniano chiaramente come il mondo dello sport sia dalla parte dei rifugiati.Questo sforzo, che è realmente globale e collettivo, è essenziale per promuovere i programmi sportivi ed aiutare i giovani rifugiati ad accrescere la fiducia in se stessi e la salute fisica e mentale, a scoprire il loro potenziale e a ripristinare la prospettiva di un futuro migliore".

Anche il presidente del CIO Thomas Bach, che presenterà gli impegni sottoscritti per conto dei firmatari in occasione dell'imminente Forum Globale sui Rifugiati, ha accolto con favore questo sostegno: "Da molti anni il CIO supporta i rifugiati di tutto il mondo tramite lo sport" ha dichiarato. "Più di recente, in collaborazione con l'UNHCR, abbiamo dato vita alla Fondazione Olimpica per i Rifugiati. Gli impegni che sottoscriviamo oggi riaffermano lo sforzo dell'intero movimento sportivo e dei principali partner – dai governi alle ONG – a fare la propria parte per garantire supporto ai rifugiati."

Tra coloro che hanno sottoscritto il proprio impegno, troviamo l'AS Roma, la World Athletics, la Federazione Internazionale di Judo, Special Olympics e il Comitato Paralimpico Internazionale, le Federazioni calcistiche del Bangladesh, dell'Inghilterra e della Repubblica d'Irlanda, la Fondazione AC Milan, il Consiglio delle associazioni calcistiche dell'Africa del Sud e i Comitati Olimpici di 12 Paesi.

Una dichiarazione firmata dalle organizzazioni sportive che hanno garantito il loro impegno riconosce che per i bambini e i giovani sradicati dalla guerra o dalla persecuzione lo sport è molto di più di un'attività di svago. È un'opportunità per sentirsi inclusi e protetti, una possibilità per stare meglio, formarsi e crescere.

I firmatari chiedono inoltre alle organizzazioni sportive in tutto il mondo di unirsi a loro per offrire opportunità in ambito sportivo ai rifugiati e ai giovani sfollati interni, in particolare quelli che vivono nelle comunità di competenza delle suddette organizzazioni".