il centravanti

150 sfumature di Dzeko. E ora tocca alla "sua" Europa

Contro il Brescia Edin ha centrato l’ennesimo traguardo prestigioso. In Turchia tocca ancora a lui guidare la Roma: le competizioni continentali lo esaltano

Edin Dzeko in campo con la maschera protettiva contro il Borussia Moenchengladbach, di LaPresse

Edin Dzeko in campo con la maschera protettiva contro il Borussia Moenchengladbach, di LaPresse

27 Novembre 2019 - 08:00

L'ultima cifra tonda l'ha aggiornata domenica scorsa, nella partita casalinga contro il Brescia. Centocinquanta presenze in campionato con la stessa maglia non sono mai uno scherzo. Se poi i colori sono quelli di Roma e il giocatore in questione si chiama Edin Dzeko, i numeri assumono valenza anche maggiore. Perché con il bosniaco vanno aggiornati ormai gara per gara. Gliene mancano pochissimi per centrare altre due piccole grandi soddisfazioni: è a meno cinque dalle duecento presenze; e ad appena sei lunghezze dalla rete numero cento. Numeri intesi in maglia giallorossa e distribuiti fra tutte le competizioni.

Il bosniaco distribuisce tutto in maniera equa, come certifica la sua media gol, vicinissima alla realizzazione ogni due partite (attualmente è a 0,48). Così come l'elenco delle "vittime": le squadre punite in Serie A sono ventisette sulle ventotto affrontate (all'appello manca soltanto il Parma, finora). Se mantenesse il ritmo dei suoi primi quattro anni nella Capitale, al termine della stagione potrebbe perfino approdare a un altro grande traguardo per la storia della Roma: il podio dei marcatori all time. Attualmente il terzo posto è detenuto da Amadei a quota 111 (prima di lui ci sono nel mirino, in rapida sequenza, Montella a 102, Manfredini a 104 e Volk a 106). Per scalare la graduatoria non c'è nulla di meglio dell'Europa League in arrivo domani. Un'altra sfida al cardiopalma, dopo le due con il Borussia Moenchengladbach che hanno acuito rimpianti e recriminazioni su sfortuna e discutibili arbitraggi.

Ma ormai si tratta del passato e il presente impone di andare a compiere una mezza impresa in casa del Basaksehir, squadra che sta dimostrando di essere nel pieno della forma in campo nazionale e internazionale. La Roma ha però tutte le carte in regola per fare risultato pieno in Turchia. E Dzeko è l'interprete ideale per prendersi il proscenio europeo. Le competizioni continentali costituiscono uno dei suoi terreni di caccia prediletti. Nella fantastica cavalcata in Champions di due stagioni fa è stato lui il condottiero per antonomasia, per personalità e ancora una volta per numeri: prima di Edin, soltanto Messi e Ronaldo erano riusciti a fare gol in ogni match dagli ottavi alle semifinali.

Significa che il 9 è l'unico "umano" ad aver riscritto la storia delle coppe nell'era moderna. Anche l'anno scorso cinque sigilli europei portano la sua firma, sia pure in una fase personale e collettiva tutt'altro che esaltante. E nella stessa Europa League il bosniaco ha già lasciato il segno, timbrando otto volte nella stagione dei record con Spalletti in panchina (2016-17), chiusa con ben 39 gol all'attivo. Cifre che gli hanno consentito di accaparrarsi due troni dei bomber, in Serie A come in campo continentale. Nella stagione in corso Dzeko ha esordito da par suo: con un gol e un assist, scambiati con Zaniolo rispettivamente per la seconda e la terza rete rifilate proprio al Basaksehir, in un match poi terminato 4-0 e che sembrava allontanare lo spettro delle sofferenze ora alle liste. Ma domani si fa sul serio e quando il gioco si fa duro Edin non manca mai.

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