Landry Chauvin, ex allenatore di Jordan Veretout ai tempi del Nantes, è intervenuto ai microfoni di Teleradiostereo per parlare del centrocampista giallorosso. Ecco le sue parole.

Mister, lei ha allenato Veretout al Nantes nella stagione 2011-12, che ricordi ha del ragazzo?
"Quando ho allenato il Nantes, Jordan fu il primo giocatore dell'academy a salire il Prima Squadra. Ricordo un giocatore che amava il calcio e negli allenamenti era sempre il primo ad arrivare al campo. Fu un piacere averlo con me, era molto abile nella corsa, con un'ottima tecnica di base e visione di gioco. Sempre aperto al confronto con me per migliorare, ricordo un bravo ragazzo ma anche nella vita".

Nel suo periodo in Francia ha utilizzato Jordan in diversi ruoli: qual è quello che più gli si addice?
"Lui con me ha giocato sempre in mezzo, è un giocatore che può rendere al meglio sia nel 4-4-2 che nel 4-3-3: con me rese meglio nel 4-3-3, perché è un giocatore eccezionale nel "box to box". Per me è un giocatore completo, può giocare in tutti e due i ruoli del centrocampo. Lui eccelle nel fare quello che io chiamo il "centrocampista totale": sa difendere ma sa anche attaccare, essendo dotato di un ottimo tiro. Ricordo che in quella stagione fece 5-6 gol. E' un profilo interessante nella riconquista del pallone: lì diventa molto aggressivo".

Le è capitato di vederlo giocare con la Roma?
"Solamente una volta con la Roma, troppo poco per giudicarlo. L'ho visto in più di un'occasione lo scorso anno ma quest'anno solo una volta".

Ritiene che Deschamps debba tenerlo in considerazione per la nazionale?
"Non sarei sorpreso se Didier lo convocasse. Jordan è un centrocampista moderno, mi ricorda molto Tolisso. Spero che la Francia possa testarlo nelle prossime gare di preparazione ad Euro 2020".

C'è un aspetto dove Jordan dovrebbe migliorare per diventare un top player a livello internazionale?
"Senza dubbio ha bisogno di giocare in un club che ogni anno gli dà la possibilità di giocare in Europa. Deve esser continuo nel suo rendimento. Jordan, da quando è arrivato in Italia è migliorato molto, soprattutto sul lato tattico, la specialità del vostro campionato. E' diventato ancor più intelligente nel capire quando è il momento di alzare il ritmo e quando invece conviene controllare il match: è una qualità che serve al top player. Jordan, passo dopo passo, può diventare un giocatore di assoluto livello. Spero un giorno di vederlo un giorno in uno dei club più importanti al mondo".