Sono tornati, infastiditi dai flash dei fotografi e dall'imposizione dei telefonini sguainati come spade, sbattuti in faccia mentre cercano l'uscita dalla hall degli arrivi dell'aeroporto di Fiumicino. Monchi e Baldissoni sono sbarcati da Londra intorno alle 18 di ieri pomeriggio: uno, il ds con lo sguardo un po' perso ma pronto a imporre un cortese diniego verso i cronisti («Non c'è niente da dire»), l'altro, il dg, impegnato in una conversazione telefonica che gli ha tolto il fastidio di doversi negare. Niente da dire e pure poco da fare, perché non ci saranno interventi decisivi sul mercato (salvo clamorose offerte per i giocatori attualmente in rosa, ma al momento non ce ne sono) e perché la società fa quadrato sul gruppo, sull'allenatore e pure sui dirigenti: si va avanti tutti insieme e appassionatamente, sperando che i risultati ridiano quella fiducia che da un po' è venuta a mancare.

Anche Monchi sta cominciando a capire questa città, che si mostra morbosa verso la sua creatura più amata, a maggior ragione quando le cose vanno male. E ultimamente sono andate parecchio male, tanto da far precipitare le azioni fino all'attuale depressione in neanche un mese. Logico, dunque, che un appuntamento come quello di Londra, con lo staff dirigenziale al gran completo al cospetto del presidente Pallotta (richiamato in Europa dalla tappa londinese della Nba, non certo dai problemi della Roma), attirasse l'interesse dei tifosi e, di conseguenza, dei media. La coincidenza poi dell'apertura della finestra del mercato invernale ha riempito di significati l'incontro londinese. Ma in Inghilterra non c'erano decisioni da prendere. Al momento, ciò che conta è riconquistare la fiducia dell'ambiente attraverso i risultati, mostrarsi sereni anche ora che l'allarme risuona forte. Monchi ha incassato la fiducia di Pallotta e ha rassicurato a sua volta Di Francesco, anche se ovviamente nessuno aveva mai pensato di metterne in discussione l'autorevolezza. Il tecnico a sua volta non ha fatto richieste di mercato. L'input generale è preciso: facciamo gruppo, riprendiamo il lavoro nella maniera più seria possibile. Il tecnico ha fissato due doppie sedute di allenamento per lunedì e per martedì, alla ripresa, ma tutti i giocatori hanno l'obbligo di rientrare a Roma già domenica. Il resto si vedrà. Il campo è l'unica medicina, la rosa è forte, completa ed equilibrata.

Di sicuro vanno affrontate alcune questioni aperte, in tema di rinnovi (Florenzi è in pole position) e in tema di difesa del patrimonio dei giocatori. Alcune sottovalutazioni nella gestione dei contratti rischiano di giocare brutti scherzi con i due Pellegrini: uno, il più giovane, il terzino Luca, è ormai a scadenza e difficilmente la Roma riuscirà a mantenerne il controllo; l'altro, il più affermato Lorenzo, è da tempo nel mirino di qualche top club ingolosito da una clausola (tra i 25 e i 30 milioni di euro, a seconda di quante presenze farà alla fine del campionato) che garantirebbe alla Roma un'ottima plusvalenza ma che non rappresenta un freno alle ambizioni di chi può spendere molto e magari prova gusto a tentare certi scippi. Eventuali acquisti a gennaio dipenderanno dalle possibilità che le fin qui assai tiepide richieste per questo o quel giocatore diventino più robuste. Nel caso, Monchi è pronto ad affrontare con decisione alcune trattative appena imbastite. È qustione di giorni. I nomi? Ne girano troppi, per essere presi seriamente. Vedremo.