Nella suggestiva cornice della terrazza della Rinascente in Via del Tritone, Betty Bavagnoli e Rosalia Pipitone, rispettivamente allenatrice e portiere della Roma femminile, Vincent Candela e l'attore Edoardo Leo, romano e romanista, hanno parlato di sport e soprattutto della Roma in occasione dell'evento organizzato da Sportweek.

Le prime domande dei presentatori sono state rivolte al portiere e all'allenatrice giallorosse che si sono complimentate con i tifosi per il grande calore che sono in grado di dare. Proprio l'atmosfera del Tre Fontane ha stregato Bavagnoli: «La passione, l'entusiasmo e la genuinità dei nostri tifosi che guardano le partite è incredibile. Ogni volta che sento l'inno è un'emozione indescrivibile. E lo dico da non romana». Le stesse sensazioni sono condivise dall'estremo difensore: «È una cosa difficile da trovare nelle altre città. Sono nove anni che vivo nella Capitale e ho vissuto il tifo romano: è una cosa unica».

Le parole delle due sono state seguite poi da quelle di Candela che, prima di lasciare in anticipo l'evento per seguire la gara di Europa League, ha detto: «La Roma mi ha dato tanto sia come uomo, come giocatore che come padre. Zidane e Totti sono i più forti con cui ho giocato». Dopo i due giocatori del passato, il francese ha anche scelto quelli che secondo lui sono i migliori del presente: «Marcelo e Dzeko. Il bosniaco è un giocatore completo: veloce di pensiero, fa gol e aiuta la squadra. È impressionante».

Proprio il numero 9 è una pedina importante di Fonseca, che ha impressionato Bavagnoli: «Sono rimasta colpita dalla filosofia e dall'identità che il mister sta dando alla Roma. Non dimentichiamo che hanno avuto molti infortuni. Stanno raccogliendo i frutti del lavoro sia fisico sia mentale».

Una piccola finestra del discorso è stata dedicata anche al razzismo e alle discriminazioni, che sono stati protagonisti delle ultime settimane. Candela ha sottolineato l'importanza della Roma nella lotta a questo fenomeno: «Sia i professionisti che la federazione devono dare il buon esempio. Chi sbaglia deve pagare. Se parliamo solo non serve a niente. Se ne parla tanto, ma si agisce poco. La Roma sta facendo i fatti e anche quando tanti non sono d'accordo ci mette la faccia».
Pipitone ha poi condiviso la sua personale esperienza con la discriminazione che ha segnato gli inizi della sua carriera: «Vengo da un paesino in provincia di Palermo. Spero che la mia sia l'ultima generazione che ha dovuto combattere per fare qualcosa che ha sempre amato. Abbiamo combattuto e vinto grazie al risalto avuto dal mondiale. Spero che le bambine di oggi possano vivere questa esperienza di vita senza commenti negativi. Per fortuna le discriminazioni verso il calcio femminile si stanno affievolendo».

Infine, l'attore Edoardo Leo ha chiuso l'evento con il ricordo dello scudetto del 2001: «Il 17 giugno di quell'anno non ero a Roma, ero in vacanza con la mia famiglia: non avevo trovato il biglietto. Poi mi hanno chiamato, il biglietto c'era, e mi sono precipitato allo stadio. Ho assistito ad una cosa che aspettavo sin da bambino».