Da Attilio Ferraris IV a Alessandro Florenzi: stesse iniziali, uomini e calciatori molto diversi, ma un destino comune. Quello che, da figli di Roma, ha fatto sì che diventassero Capitani. Un onore e un onere al tempo stesso, che negli anni è spettato a gente del calibro di Masetti, Amadei, "Core de Roma" Losi. E poi l'indimenticabile Agostino, il "Principe" Giannini, fino ai tempi più recenti, in cui Totti prima e De Rossi poi hanno raccolto l'eredità di un ruolo privilegiato, spesso andato di pari passo con la romanità. Il senso d'appartenenza, del resto, non si compra al supermercato (come in molti pensano, nel calcio odierno): o ce l'hai, o non ce l'hai. C'è anche chi ha indossato la fascia pur non essendo nato nella Capitale, ovviamente: basti pensare al già citato Losi, o a Santarini, o agli stranieri Ghiggia, Del Sol, Voller e Aldair. Uomini cresciuti altrove, ma che a Roma e nella Roma hanno trovato ben più di una casa.

«Figli di Roma, capitani e bandiere»: la Curva Sud, con la splendida coreografia di quell'11 gennaio 2015, immortalò i più rappresentativi, anche al di là della fascia al braccio. Perché "Picchio" De Sisti, ad esempio, la fascia l'ha indossata una volta soltanto pur giocando 279 partite con la maglia giallorossa. Discorso simile per Francesco Rocca, uno tra i calciatori (e uomini) più importanti della nostra storia: "Kawasaki" l'ha indossata undici volte (e Dzeko lo ha scavalcato proprio ieri sera), ma a volte si può essere capitani anche senza vestirne i gradi fattivamente. Tancredi, 358 presenze totali (tra i portieri solo Masetti ne conta di più), ma soltanto 8 di queste da Capitano. All'epoca era giustamente "Dibba" a legare in un tutt'uno fede calcistica, provenienza e fascia: sul solco di Ferraris IV, primo capitano designato fin da quel 25 settembre 1927, prima gara ufficiale della squadra della Capitale. Quell'Attilio che cede la fascia a Fulvio Bernardini, salvo poi riaverla indietro dopo un'espulsione rimediata dal "Professore". Solco proseguito con Amadei, Bruno Conti, Giannini, Totti.

Alcuni sono stati designati, altri l'hanno indossata in sostituzione del legittimo proprietario: tra loro Tommasi, Delvecchio, Perrotta, gli stessi Dzeko e Fazio. Ma anche "pluto" Aldair, che in un giorno d'ottobre del 1998 decide di cederla a Francesco. Perché sarà anche giovane, ma se la merita. Ddr l'ha vestita spesso anche negli anni in cui di fatto era il vice di Totti, quindi da lui l'ha ereditata all'indomani del 28 maggio 2017. A dimostrazione di una continuità quasi naturale: figli di Roma, Capitani e bandiere. Sono il nostro vanto, che altri non potranno mai avere.