C'è poco da fare: il "Tardini" riporterà sempre alla memoria dei romanisti quella doppia zampata del Re Leone, quella che virtualmente ci cuce un altro pezzettino di tricolore sul petto. A Batistuta bastano 10' per ribaltare una partita che sembrava stregata per la squadra di Capello: dopo aver sbagliato un calcio di rigore con Totti ed essere andati sotto a causa del gol di Di Vaio, quel freddo pomeriggio di inizio febbraio sta diventando gelido man mano che il triplice fischio si avvicina. Si gioca a Parma, in trasferta, ma sembra di essere in casa: un terzo degli spettatori è giallorosso; nel settore ospiti ce ne sono circa diecimila, accorsi per spingere Francesco e gli altri verso la vittoria. Eppure il destino sembra scritto, a 20' dalla fine.

Ma il destino non ha fatto i conti con Gabriel Omar Batistuta, che trasforma in rete due lanci apparentemente innocui (ma perfetti) di Aldair e Samuel: li detta con un movimento, quindi va a raccogliere quei palloni con un due colpi secchi che freddano Buffon. L'esultanza, in ginocchio di fronte al settore, è quanto di più simile a un ruggito da parte del "Re Leone", abbracciato da Totti. Quella vittoria ci permette di chiudere il girone d'andata a 39 punti: nessuno c'era mai riuscito prima, da quando si assegnano tre punti. Quella vittoria, assieme alla successiva con il Bologna (sempre in Emilia-Romagna) convince tutti, anche i più pessimisti e i più scettici, che questo può essere davvero l'anno giusto. Lo sarà, in quell'indimenticabile pomeriggio di giugno, proprio contro i gialloblù.

La terza di fila

Vinciamo in rimonta anche dodici anni dopo, il 16 settembre 2013: un gol di Biabiany ci costringe a chiudere sotto il primo tempo, ma Florenzi pareggia i conti subito dopo l'intervallo. A metà ripresa è Totti, l'unico che era presente anche quel giorno di febbraio del 2001, a portarci in vantaggio: pollice in bocca e indice della mano sinistra verso l'alto, quasi voglia rispondere all'appello, sempre rivolto verso di loro, i ragazzi che sono accorsi da Roma e non solo per sostenere la squadra. Il tris lo firma Strootman dal dischetto, fulminando Mirante con un bolide sotto la traversa. Si fa festa sempre lì, sotto il settore, per celebrare la terza vittoria di fila sotto la guida di Rudi Garcia (una settimana dopo arriverà la quarta nel derby deciso da Balzaretti e Ljajic). Parmigiano, reagiamo, anche stavolta: perché non è mai troppo... "Tardini".