«La voglia di dare tutto per questa maglia. Sempre pronti a lottare, nonostante tutto». Il tutto di cui parla Gianluca Mancini nel post che ha pubblicato ieri su Instagram è ovviamente il vergognoso rigore di Collum che ha impedito alla Roma di prendersi i tre punti contro il Borussia Moenchengladbach, al termine di una partita che la squadra di Fonseca sembrava avere in pieno controllo (e che poteva essere chiusa prima, se un Florenzi lontano dalla forma migliore non avesse calciato sul fondo il pallone del 2-0). Se la Roma ha condotto senza problemi la partita contro la capolista del campionato tedesco (16 punti in 8 partite, gli stessi del Wolfsburg, uno in più del trio Bayern Monaco-Borussia Dortmund-Red Bull Lipsia) molto merito va proprio all'ex difensore dell'Atalanta, che ha risolto il problema più grande che aveva Paulo Fonseca, rimasto con il solo Veretout di ruolo sulla mediana, dopo gli infortuni di Pellegrini, Diawara e Cristante. Con la Sampdoria si era adattato Javier Pastore, che però ieri serviva sulla linea dei trequartisti, visto che l'emergenza c'è anche davanti: con Ünder e Mkhitaryan fuori causa e Perotti ancora a corto di fiato, Zaniolo è stato schierato all'ala destra.

E così giovedì il francese ex Fiorentina ha fatto coppia con l'ex giovanili della Fiorentina. Che se l'è cavata molto bene, lui che ancora deve fare qualche progresso - pur essendo arrivato a giocare con la Nazionale, in quel ruolo - nella fase di marcatura stretta per essere un giocatore di primissima fascia. Gli è sempre piaciuto far ripartire l'azione, giocando a testa alta, la sua tecnica e la pulizia nei passaggi, avanzando il raggio d'azione si è notata ancora di più. In un paio di occasioni è arretrato, trovandosi a impostare in posizione centrale, tra Smalling e Fazio: situazioni di gioco isolate, visto che con i tedeschi la Roma non è mai passata alla difesa a tre, passaggio che pure con Mancini in mediana sarebbe particolarmente facile. Non è detto che non capiti in futuro, ma per ora non ce n'è bisogno: molto più facile che Fonseca replichi l'esperimento di Mancini in mediana, almeno fino al ritorno di Diawara, il meno grave degli infortunati in quella zona di campo.

A prescindere dai rinforzi

E se anche la società dovesse decidere di ingaggiare uno dei due svincolati che ieri si sono allenati a Trigoria, Buchel e Rodwell, Mancini sarà di nuovo titolare domani con il Milan, quasi certamente anche contro l'Udinese, nel turno infrasettimanale, e con ottime possibilità di giocare anche con il Napoli, tra una settimana. Perché il ragazzo ha convinto tutti, in un ruolo che per lui non era completamente nuovo, ma che non frequentava da anni: nelle giovanili della Fiorentina faceva il centrocampista, anche a buoni livelli, visto che vinse, da titolare, lo scudetto Giovanissimi, nella stagione 2010-11. Quel gruppo era trascinato da due talenti africani, l'ivoriano Gondo e il congolese Bangu: segnarono entrambi nella finale di Montepulciano, vinta 3-0 sul Napoli, ma il primo dall'estate è alla Salernitana in B, però fermo a zero presenze, il secondo gioca titolare al Gubbio, in C, e l'unico ad aver raggiunto la serie A è proprio il numero 23 della Roma, all'epoca mezzala destra nel 4-4-1-1. Dall'anno dopo Federico Guidi - tecnico di quello scudetto, di Allievi e Primavera viola, venuto a Trigoria a luglio col Gubbio, sparring partner nella terza amichevole dei giallorossi - ha cominciato a provarlo come difensore centrale. La Fiorentina lo ha ceduto senza farlo esordire, due anni a Perugia in B, due a Bergamo, il secondo con 30 presenze e 5 gol, poi l'arrivo a Roma, 2 milioni di prestito, 13 di diritto di riscatto, che diventa obbligo a date condizioni, bonus che possono arrivare a 8. Fonseca lo ha valutato per un po', alla prima giornata lo ha fatto entrare a metà ripresa al posto di Juan Jesus, poi (Roma-Basaksehir a parte) lo ha messo sempre, perdonandogli anche il (severo) doppio cartellino giallo rimediato il 22 settembre a Bologna. A costo di escludere un senatore dello spogliatoio come Federico Fazio: con Mancini schierato a centrocampo è contento pure lui.