Se si gioca, gioca o non gioca? Ovvero: se oggi Sampdoria-Roma, come sembra, si giocherà, l'uomo in maschera andrà in campo o si accomoderà in panchina? Dove l'uomo in maschera non può che essere Edin Dzeko, operato il sette ottobre scorso a Villa Stuart dal professor Pesucci, per una doppia frattura allo zigomo subita ventiquattro ore prima nel finale della sfida contro il Cagliari all'Olimpico. Quindi, gioca o non gioca? Ci esponiamo: non gioca.

Del resto non sono trascorse neppure due settimane dall'intervento chirurgico che dagli stessi medici è stato definito, pur nella sua semplicità, importante (è stata applicata anche una placca con viti) e considerata la doppia frattura i rischi di andare in campo, anche con una (bellissima) maschera protettiva, sarebbero eccessivi perché un'eventuale nuova botta nella stessa zona potrebbe avere conseguenze serie con un successivo periodo di stop piuttosto lungo. E in un momento come questo, con la Roma attesa da sette partite (cinque di campionato e due di Europa League) nel breve spazio di venti giorni, il rischio non vale la pena correrlo. Meglio avere ancora un po' di pazienza, garantire il giusto decorso post operatorio e poi rilanciare il bosniaco, pur nella consapevolezza generale e condivisibile che c'è una Roma con Dzeko e ce ne è un'altra senza.

Consigli unanimi

Negli ultimi giorni si sono rincorse le voci di un possibile utilizzo del giocatore a Genova. Voci alimentate anche dal fatto che il bosniaco negli ultimi giorni di questa settimana, è tornato ad allenarsi regolarmente con i compagni con tanto di maschera, anche per verificare che tipo di controindicazioni potesse dargli giocando. Dzeko in questo senso le ha volute provare tutte. Il giocatore ha ascoltato il parere di tutti, dall'allenatore al chirurgo che lo ha operato, dai compagni al suo entourage. E tutti di fatto gli hanno consigliato di evitare rischi inutili. Sarà così.

Anche se ieri, nel corso della conferenza stampa della vigilia, Paolo Fonseca ha legittimato il dubbio gioca o non gioca. Perché quando gli è stato chiesto se la convocazione di Dzeko dovesse essere considerata simbolica, il portoghese ha risposto anche un po' piccato che lui non fa convocazioni simboliche. Cioè se il nome di un giocatore fa parte della lista dei convocati, deve essere considerato a tutti gli effetti come uno che può andare in campo.

E così ieri, nel primo pomeriggio, quando la Roma ha ufficializzato la lista dei convocati che comprendeva anche il nome del centravanti, l'ipotesi che potesse andare in campo ha ripreso credibilità, alla luce delle parole di Fonseca che ha garantito di non fare convocazioni simboliche. Abbiamo il sospetto che il tecnico ci abbia raccontato una piccola quanto comprensibile bugia. Dzeko è partito con la squadra per stare vicino ai compagni, come una sorta di Capitano non giocatore, con Florenzi che sarà in campo da Capitano giocatore. Magari è partito anche per mandare un segnale di dubbio a Claudio Ranieri che oggi pomeriggio la Roma ritroverà sulla panchina della Sampdoria.

Tempi di recupero

Per quello che sappiamo, però, è anche da escludere che l'attaccante possa andare in campo per un piccolo spezzone di partita. Glielo ha spiegato anche il professor Bruno Pesucci che lo ha operato a Villa Stuart. Il chirurgo è stato chiaro con il giocatore, spiegandogli i rischi a cui andrebbe incontro scendendo in campo, soprattutto dandogli tempi di recupero sicuri. Ovvero guardare la partita di Genova, giovedì prossimo provare a fare venti-trenta minuti nel terzo impegno del girone di Europa League contro i tedeschi del Borussia Moenchengladbach, per poi puntare a tornare titolare nella sfida di campionato contro il Milan di domenica prossima. Molto probabilmente andrà così, come al giocatore ha suggerito anche il suo entourage, a cominciare dal suo procuratore italiano Silvano Martina.

Aspettando il bosniaco, toccherà quindi a Kalinic, oggi a Genova e inizialmente giovedì contro il Borussia, essere il punto di riferimento offensivo della Roma. Giusto così. Anche perché una decisione di mandare per forza Dzeko in campo, avrebbe voluto dire annientare psicologicamente il croato che, legittimamente, si sarebbe domandato: ma se non gioco in una situazione del genere, quando mai giocherò? Fonseca punterà quindi su Kalinic, sperando che il giocatore continui nel suo percorso di crescita come aveva evidenziato anche nello spezzone di partita giocato contro il Cagliari. Tanto è vero che aveva pure realizzato il suo primo gol in giallorosso, rete decisiva peraltro. Solo che non aveva fatto i conti con l'arbitro Massa che prima ha dato l'impressione di convalidarlo quel gol poi, senza neppure andare al Var, ha deciso che era meglio riprendere il gioco con una punizione a favore dei sardi. Un motivo in più oggi per il croato per inseguire il primo gol romanista, magari da dedicare proprio a Massa.