Magari non sarà «l'eroe dei due mondi», ma nel corso della sua carriera (ormai ultra-trentennale) da allenatore Claudio Ranieri si è accomodato su panchine inglesi, spagnole e francesi. Con alterni risultati: brevi e fallimentari le esperienze con Fulham e Valencia, buone quelle con Monaco e Chelsea, storica quella con il Leicester, portato sul tetto d'Inghilterra nel 2015-16. Da globetrotter del pallone quale è, "Sor" (o "Sir", fate voi) Claudio ha avuto modo di incrociare spesso gli attuali calciatori romanisti, ben prima che vestissero la maglia giallorossa.

Era alla Juve quando Kolarov, con la maglia sbagliata, lo colpì con uno dei suoi mancini velenosi in Coppa Italia, ormai dieci anni fa (era il 22 aprile 2009: di lì a ventui giorni verrà esonerato e sostituito sulla panca bianconera da Ciro Ferrara). I due si ritrovano di fronte oltremanica: il tecnico romano è reduce dal trionfo con il Leicester, il serbo milita nel Manchester City di Pep Guardiola. Il 10 dicembre 2016 i due si trovano di fronte al King Power Stadium e le "Foxes" subito dilagano: al 20' è 3-0, a 10' dalla fine il poker è servito; Aleksandar accorcia le distanze, quindi Nolito fissa il definitivo 4-2. Dopo un avvio complicato, Ranieri sembra tornare in carreggiata con quel successo, ma a fine febbraio gli saranno fatali l'eliminazione dalla FA Cup e il ko nell'andata degli ottavi di Champions contro il Siviglia.
Durante la sua esperienza con le "Foxes", gli va decisamente peggio con la metà rossa di Manchester, ovvero lo United: il 24 settembre 2016 all'Old Trafford, i Red Devils guidati da José Mourinho rifilano un poker ai campioni in carica. Ad aprire le danze è un colpo di testa di Smalling al 22' su assist di Blind; Mata, Rashford e Pogba faranno il resto, con Gray a rendere il passivo meno duro nei confronti di Ranieri. Le cose non vanno meglio al tecnico testaccino nella gara di ritorno, giocata il 5 febbraio 2017, praticamente due settimane prima del suo esonero. Lo United (che quell'anno conquisterà Europa League e Coppa di Lega) dilaga in soli sette minuti a cavallo dell'intervallo: il primo gol porta la firma di Mkhitaryan (che però domani non sarà della sfida, complice l'infortunio all'adduttore della gamba destra), che al 42' raccoglie un pallone recuperato proprio da Smalling, si invola verso la porta e batte Schmeichel con un diagonale destro; al 42' raddoppia Ibrahimovic, quindi - al 49' - l'armeno serve a Juan Mata la palla del definitivo 0-3.

Doppio "Flaco"

Due le esperienze in Francia per l'allenatore di San Saba. O meglio, tra il Principato e la Francia: due stagioni al Monaco, dal 2012 al 2014, e una al Nantes nel 2017-18. In entrambe le avventure, deve fare i conti con il Paris Saint-Germain, dominatore ormai da anni al di là delle Alpi: tra i parigini c'è "el Flaco" Pastore che - come Kolarov prima di lui - colpisce due volte Ranieri. Nel 2013-14 l'argentino segna soltanto tre reti, ma una è ai danni proprio di Ranieri: allo Stadio Louis-II con un colpo di testa dopo 9' l'ex Palermo porta in vantaggio il Psg, ma nella ripresa un'autorete di Thiago Silva costringerà i campioni in carica all'1-1. A fine stagione la squadra di Blanc si confermerà leader in Francia proprio davanti ai monegaschi. Tre anni e mezzo dopo, Claudio ne rimedia quattro al Parco dei Principi con il Nantes: Cavani e Di Maria indirizzano la gara; nella ripresa il destro dell'argentino trova impreparato Trapp e gli piega le mani, prima del definitivo 4-1 firmato Cavani.