Tira, attacca, difende, contrasta, salta, corre, più di quanto non si sia abituati a veder fare, a maggior ragione alla sua età. Perché non va mai dimenticato quel numerino, preceduto a volte da un apostrofo: 99. È la classe di Nicolò Zaniolo che il 2 luglio scorso ha festeggiato vent'anni. 20. E al netto di alcune intemperanze, sulle quali sta lavorando con grande attenzione e magari tra poco vedremo anche come, il ragazzo sembra ormai aver compiuto quel salto di qualità così tanto atteso da tutti quelli che per un motivo o per un altro gli vogliono bene. Che siano parenti più o meno stretti, amici, procuratori, tifosi, dirigenti e allenatori.

E se si tira una linea considerando solo gli under 20 e si attiva una ricerca specifica in un portale specializzato nel censimento dei giocatori delle 5 principali leghe professionistiche europee (con l'Italia la Germania, l'Inghilterra, la Spagna e la Francia), ci si accorge che Nicolò è il sesto giocatore europeo per tiri in porta, l'ottavo se si considerano gol attesi e assist attesi, addirittura il primo per pali colpiti (quella doppietta nel derby...) oltre a venire ormai costantemente inserito nelle varie classifiche sui talenti giovani dell'Europa calcistica. Con lui giocatori già straconosciuti del calibro di Masom Mount, Mbappé, Joao Felix, Jadon Sancho, Kay Haverz o Ødegaard.

Se insomma si è tutti d'accordo sulle sue peraltro variegate qualità, la discussione sembra invece essere molto più aperta sul ruolo più adatto a lui. Che debba stare in mezzo al campo è opinione condivisa, ma dalla linea di mezzo all'area avversaria ci sono varie possibilità su cui gli allenatori esprimono pareri diversi. Nella Roma lo abbiamo visto giocare a trequarti dietro la prima punta e attaccante non troppo esterno (in una posizione che con Fonseca è assai simile a quella del trequartista), con Mancini (e con Nicolato e prima con Di Biagio in Under 21) viene invece utilizzato come mezzala.

L'emergenza di Trigoria potrebbe ora consigliare Fonseca di provarlo anche in un ruolo per lui inedito (e forse anche poco adatto), quello di mediano davanti alla difesa. Nel ruolo per il prossimo miniciclo di sette partite, all'allenatore portoghese sono rimasti sono due giocatori, Cristante e Veretout, entrambi peraltro (soprattutto l'italiano) già spremuti. Logico dunque valutare le possibili alternative. Per logica, i candidati possono essere Kolarov, Florenzi e, appunto, Zaniolo. A meno che non si passi al 433.

Quanto alle intemperanze, sembra evidente che proprio in coincidenza del 20° compleanno il ragazzo deve aver maturato qualche riflessione. Agli europei under 21 l'ultimo episodio sgradevole con la punizione esercitata da Di Biagio in seguito al ritardo di Nicolò (e Kean) ad una riunione tecnica. Le paternali del presidente della Figc Gravina, del ct della Nazionale Mancini, del procuratore e di tutti quelli che gli sono più vicini, con il papà Igor su tutti, oltretutto ex calciatore, devono evidentemente aver avuto il loro effetto.

E da quando è tornato a Trigoria (accorciandosi significativamente anche le vacanze) per conoscere Fonseca e firmare peraltro il rinnovo del suo contratto, i confronti con l'allenatore e soprattutto con il ds Petrachi non si sono mai esauriti. Nicolò ha capito che non poteva disperdere neanche un centesimo del suo talento con comportamenti sconvenienti e ha cercato di limitare la sua esuberanza anche in campo. E l'amore per Sara ha fatto il resto. Il lavoro non è finito, ma è sulla buona strada. Non resta che godersi il suo talento. In qualsiasi zona del (centro) campo.