Se l'avessero saputo in anticipo, si parla del risultato ovviamente, forse quello spicchio del Liebenau Stadion sarebbe stato gremito in ogni ordine di posto. Senza neanche un seggiolino orfano di padrone. Sono rientrati gli ottocento di Graz e riconoscerli è un gioco da ragazzi: hanno gli occhi stanchi e le facce stravolte, ore di sonno poche, corde vocali maltrattate.

Si può essere felici dopo un pareggio, si chiederà qualcuno e rispondere è esercizio stilistico piuttosto difficile. Si può essere felici, questa è una certezza, quando in poco più di ventiquattr'ore si macinano circa duemila chilometri viaggiando insieme. È e sarà sempre bellissimo, come il settore ospiti di una Graz che è già un ricordo e al tempo stesso trampolino di lancio verso la prossima sfida esterna del girone europea. C'erano a Graz e ci saranno a Moenchengladbach, i romanisti. C'erano con i colori più belli che esistono, con il loro «quando l'inno si alzerà» a inizio partita e novanta e più minuti in cui i padroni di casa sembravano essere arrivati da Roma e non dalla vicina Wolfsberger. C'erano i fumogeni giallorossi col loro odore acre che è madeleine per molti, c'era uno striscione esposto e su di esso la scritta «Lazio? No Graz», riprendendo una t-shirt indossata decenni or sono da alcuni giocatori durante un derby.

C'erano tutti gli ingredienti per una serata di esultanze, anche se il campo non ha voluto premiare tanto amore. Poco importa perché, tornando a casa, restano i ricordi indelebili di una giornata fatta di sveglie anticipando l'alba, spostamenti su qualsivoglia mezzo, difficoltà nel raggiungere lo stadio a causa dell'inaspettato traffico cittadino e un triplice fischio che per molti è coinciso subito con nuove ore in cui macinare chilometri. L'amore per una maglia che giovedì aveva colori diversi dal rosso dei vessilli esposti nel settore, proprio a pochi passi dal manto verde, e dal giallo delle birre spillate e condivise.
I romanisti per l'ambiente, ripensando alle pile di bicchieri in plastica collezionate da molti grazie alla politica del Liebenau Stadion in merito alla ricompensa per ogni contenitore riportato indietro. Modi di fare al passo con le esigenze extracalcistiche che, grazie al modo d'essere dei romanisti, è stato motivo di goliardia e ilarità. Per sorridere un po' di più mentre sul campo la Roma faceva fatica ad avere la meglio sugli avversari. Una serata da raccontare nonostante quella rete posta tra campo e settore che non ha consentito ai giocatori di vedere nitidamente quella marea umana incapace di resistere a un istinto: tifare per lei ben oltre l'intervallo, ben oltre il triplice fischio.

Giovedì è ormai un ricordo, tra poco ore sarà già tempo di tornare all'Olimpico per l'ultimo appuntamento prima di una nuova sosta forzata. Domani alle ore 15 la Roma riceverà la visita del Cagliari, lo farà sapendo di poter contare su poco meno di 35mila voci coordinate da un direttore d'orchestra chiamato Curva Sud. Esaurito in abbonamenti il cuore pulsante del tifo, nei giorni scorsi è stato raggiunto il sold out anche in Laterale. Ultime ore a disposizione per chi fosse interessato a trascorrere una domenica cantando con i romanisti. Distinti Sud, Curva Nord, Tribuna Tevere e Monte Mario: questi i settori disponibili entro e non oltre un'ora dal fischio d'inizio. Per ottenere un tagliando basterà procedere all'acquisto nelle canoniche modalità, ovvero: tramite il sito ufficiale, contattando il Call Center oppure presso gli AS Roma Store e nel Ticket Office di Viale delle Olimpiadi. Dagli ottocento cuori di Graz ai 35mila dell'Olimpico, in mezzo una nuova esperienza da raccontare e la dolce attesa di poter tornare da lei. Senza niente da dire, ma con in mano una bandiera e la pazza gioia di poter gridare ancora una volta il suo nome.