L'allenatore

Fonseca: "Il primo tempo si avvicina a quello che chiedo alla squadra"

Il tecnico giallorosso dopo la vittoria con i neroverdi: "Con Veretout e Mkhitaryan abbiamo tenuto bene la palla, il pressing alto è molto importante"

, di LaPresse

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La Redazione
15 Settembre 2019 - 21:06

Dopo la vittoria dei suoi contro il Sassuolo, Paulo Fonseca ha parlato in conferenza stampa analizzando il match:

Ieri parlavamo del possesso palla del Sassuolo che era una delle cose da migliorare. Nel primo tempo la Roma ha fatto il 42% del possesso palla, giocando quindi molto verticale, andando un po' in sofferenza quando ha dovuto gestire la partita. E' un problema fisico o psicologico, con la squadra che forse si è rilassata troppo?
"Credo che la squadra abbia fatto una grandissima partita. Sapevamo che il Sassuolo fa il possesso palla. Abbiamo avuto la posibilità di fare possesso palla ma anche la capacità di pressare alti. Dopo il 4-0, nel secondo tempo, malgrado l'intento fosse quello di tenere il ritmo molto alto, qualcosa abbiamo ceduto ma è normale perché molti giocatori venivano dagli impegni con le nazionali però nel complesso la Roma ha fatto un'ottima partita. In particolare la capacità di andare a pressare agli inizi della fase di costruzione dell'avversario e questo credo sia un punto di foza di questa squadra".

Abbiamo scoperto un grande acquisto: Veretout. Lo considera come un interditore di qualità o più come un regista tradizionale?
"Veretout è un giocatore in grado fare entrambe le cose perché è molto aggressivo in fase difensiva ma ha anche la capacità di gestire i tempi di gioco, capacità di inserimento e ottime doti di passaggio".

Si può dire che la Roma vista nel primo tempo è la Roma ideale di Fonseca? 
"Certamente abbiamo fatto un eccellente primo tempo che si avvicina di più a quello che chiedo alla mia squadra. Abbiamo ancora dei margini di miglioramento importanti, il processo di costruzione di una squadra è un processo che non termina mai. Aver vinto oggi non vuol dire che non dobbiamo continuare a lavorare e a migliorare. Dobbiamo lavorare su quello che abbiamo fatto bene e cercare di correggere ciò che è meno positivo". 

Abbiamo parlato nel pre gara dell'intelligenza di Mkhitaryan. Oggi si può dire che anche senza palla crea lo spazio per gli inserimenti con dei semplici movimenti come successo con Kolarov oggi?
"Mikhitaryan non è un'ala pura, è più come un numero dieci anche se negli ultimi anni ha giocato sulla fascia. E' un giocatore a cui piace giocare per vie interne, che smista la palla e non la perde. La squadra ha beneficiato dei suoi movimenti e di quelli di Pellegrini". 

Rispetto al Genoa i terzini non spingono più insieme. Lei ha tanti trequartisti e attaccanti esterni come Kluivert, Perotti e lo stesso Ünder, mentre Mkhitaryan, Pellegrini e Zaniolo sono più trequartisti. Come si orienta con le scelte?
"Avevo detto che ero io a dovermi adattare al calcio italiano e sto provando a farlo. Ecco quindi che abbiamo apportato dei correttivi tattici con un terzino che spinge meno e uno di più. Il campionato ha mostrato in queste prime giornate di essere molto offensivo. Questo è un motivo di crescita quello di avere a che fare con un campionato che  presenta sistemi di gioco con il quale l'allenatore si deve misurare e verso i quali prendere familiarità. Fortunatamente abbiamo tanti giocatori che possono ricoprire diversi ruoli a seconda del sistema di gioco che vogliamo proporre. Oggi tutti sottolineano la prestazione di Pellegrini da trequartista anche se non ha giocato da dieci. Abbiamo poi Pastore, che può giocare più avanti o arretrato, Diawara, Zaniolo e lo stesso Cristante, ma anche altri che possono giocare li. E' importante avere giocatori duttili".

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