Più italiana, più giovane. All'alba dell'ultimo mercato erano le premesse sulle quali avrebbe dovuto basarsi la nuova Roma targata Petrachi-Fonseca. A battenti della sessione di trattative ormai chiusi, i presupposti sono stati alimentati dai nuovi arrivi: Mancini, Spinazzola e Zappacosta si sono aggiunti alla colonia autoctona formata da Zaniolo, Cristante e dai due romani Florenzi e Pellegrini. Questi ultimi chiamati a rinverdire l'anima romanista dopo i dolorosi addii di De Rossi dalla squadra e di Totti dai quadri societari.

Fra i giocatori cresciuti in casa che in qualche modo allargano la rosa sono da annoverare anche l'ex Primavera Antonucci, che ha preferito giocarsi le sue chances (poche in realtà) nella Capitale anziché incrementare il suo bagaglio di esperienza altrove; e la stellina della squadra di Alberto De Rossi, Riccardi, che alcune illazioni di fine estate spacciate per certezze davano già accasato verso lidi lontani.

Ma sono i sette giocatori nel giro della Nazionale di Mancini quelli sui quali punta Fonseca. Insieme ai tre leader venuti dall'Est (Kolarov, Mkhitaryan e Dzeko) e a Smalling saranno loro a costituire l'asse portante della squadra allestita per esaltare il gioco del tecnico portoghese. Una miscela di esperienza e freschezza, esplosività fisica e capacità di corsa, talento e personalità, che può far schizzare alle stelle le quotazioni della Roma versione 2019-20. A patto di essere assemblate a dovere e di recepire al più presto i dettami tattici dell'ex allenatore dello Shakhtar.

Nelle prime due giornate di campionato di novità di formazione rispetto a qualche mese fa se ne sono viste poche. Arrivati a ridosso della pausa per le nazionali gli acquisti di maggior richiamo, subito ko i due esterni italiani prelevati da Juve e Chelsea, ancora poco rodato in una linea a quattro l'ex centrale atalantino, Fonseca ha fatto di necessità virtù, affidandosi alla vecchia guardia. E i quattro azzurri hanno risposto bene, prima di rispondere alle convocazioni di selezione maggiore e Under 21.

Capitan Florenzi è apparso subito responsabilizzato dalla fascia lasciata in eredità da DDR, ricevendo anche l'acclamazione della Curva. Lorenzo Pellegrini ha sfornato prestazioni importanti, palesando anche un carattere fuori dal comune considerata la giovane età. Cristante è il solito affidabile guerriero che lì in mezzo lotta su ogni pallone senza risparmiarsi mai. E lo stesso Zaniolo è sembrato più vicino ai livelli degli esordi che a quelli meno elevati di fine stagione scorsa, dopo essere stato alleggerito dai compiti di fascia per seguire il suo istinto alle spalle di Dzeko o accanto al bosniaco. La Roma sette bellezze è allestita, quando sarà anche rodata ci sarà da divertirsi.