Non posso fare eccezioni Danie', neanche per te.
La ROMA viene prima di tutti. Di tutto. Da sempre, per sempre. Ci sono cresciuto con questa convinzione e me la porterò addosso finché campo.
Campo, da calcio.
E il calcio a casa mia è sinonimo di ROMA. Un rapporto esclusivo. Perché non sono sportivo, sono un tifoso. Sì, questo sport mi piace: parecchio. Ma se ci sottraggo la ROMA avanza poco. Anzi, niente.
Per questo nei giorni scorsi ho avuto un attimo di difficoltà: perché chiunque si sfila questa maglia da dosso per me viene catapultato immediatamente in quel niente cosmico, fuori dal radar.
Perché lontano dal cuore.

Solo che questa volta, ad esser sparato così distante da tutto, ci sei te. Te che da quando seguo la ROMA, e perciò il calcio, sei il giocatore da cui mi sono sentito maggiormente rappresentato in mezzo al campo così come fuori.
Ma devo confessarti una cosa Danie': non c'è stato un attimo in cui ho pensato d'amare questa squadra con un grammo di forza in meno. Nessun compromesso. E dire che già mi pesa l'assenza delle tue urla in mezzo al campo, i tuoi tackle, i tiri dalla distanza, i lanci in verticale.
Già mi mancano le tue interviste con cui sei sempre riuscito a spazzar via le nuvole o a farmi emozionare.
E le tue esultanze che rendevano ogni goal un pezzo in più della nostra vita perché guardandoti mentre ti dilaniavi l'anima io mi ci riconoscevo. Sempre.
Che se il destino avesse dato a me il talento tuo e c'avesse invertito i ruoli, io in campo e te sugli spalti, non sarebbe cambiato nulla.

Eppure, nonostante questa ferita che ancora sanguina e che probabilmente non si rimarginerà mai se non, forse, nel momento del tuo ritorno, conto i giorni che mi dividono dalla prima partita ufficiale. ROMA Genoa.
Eppure, appena si è aperta la campagna abbonamenti per il campionato così come per l'Europa League, non c'ho pensato un attimo a rinnovare il mio posto: accanto alla ROMA. Sempre.
È questa la magia Danie'.
Questa squadra non muore mai, si rigenera. Scintillante come un fuoco d'artificio che ti lascia senza parole.

Le parole invece le trovo per dirti che ti seguirò in questa tua folle e per questo meravigliosa avventura: tiferò per te. Ma seppur il Boca m'ha sempre affascinato la parola "Forza" davanti non ce la metterò mai perché quella appartiene esclusivamente alla ROMA.
Vivono in simbiosi.
E allora quel "Forza" non lo presto a nessuno.

Manco alla squadra tua che però mi guarderò di notte per vederti giocare e provare ad immaginare cosa ti passa per la testa. La mia, vedendoti con quella maglia addosso, s'è fatta un sacco di domande a cui non ha voluto dare risposte perché certe volte, te lo confesso, la malinconia è una risorsa bellissima.
E così t'ho guardato come faccio, quando capita, con qualche foto del liceo. Con i biglietti d'auguri di mio nonno, le fotografie delle vacanze più belle, del giorno del mio matrimonio, delle notti con gli amici.
Come quando ascolto una canzone che mi riporta ad un bacio o a quella spiaggia, ad una sera, un momento, un periodo indimenticabile.
Tutte cose così belle che rivivendole m'affogo in pensieri tutti così belli che quasi mi manca l'aria e allora devo smettere di pensarci: ho fatto proprio così l'altra sera durante la tua prima conferenza stampa con il Boca... ad un certo punto l'ho tolta. Fine.

Pure perché la storia tra te e la ROMA non dovremo mai ricordarcela per l'amaro di questo time out ma per tutto quello che c'è stato prima, tutto quello che ci sarà.
Questo periodo non è un punto ma solamente una virgola perché tutto tornerà come era: te a rappresentare la tua gente e noi a parlare di te nella stessa maniera in cui, da ragazzini, ci riempivamo sempre la bocca con quel cugino che ammiravamo tanto.
Quel cugino, per il momento, indossa un'altra maglia. Che a vedercelo dentro ognuno sa bene l'effetto che fa. L'affetto che c'è.
Buona fortuna Danie'.