Nome: Ante. Cognome: Coric. Nazionalità: croata. Età: ventidue anni. Segni particolari: faccia da bambino. Abbigliamento: da calciatore. L'ultima volta che è stato visto: 27 aprile di quest'anno, come un'apparizione, i tre minuti finali della partita casalinga all'Olimpico contro il Cagliari. Da allora ha fatto perdere le sue tracce. Se qualcuno dovesse incrociarlo, si prega di telefonare a Trigoria, centro sportivo «Fulvio Bernardini» della Roma. Esagerati? Forse, ma ci sembra legittimo domandarsi: che fine ha fatto Ante Coric, arrivato un anno fa dalla Dinamo Zagabria con l'etichetta di enfant prodige di un calcio croato che si era appena laureato vice campione del mondo?

Legittimo perché dopo le prime cinque sgambature stagionali (ci pare troppo chiamarle amichevoli), il ragazzo con la faccia da bambino nessuno l'ha visto. Neppure un minuto in campo, eppure ci sarebbe stato spazio per provare a vedere l'effetto che fa. Invece, zero assoluto. È vero che la Roma gli sta cercando una sistemazione, in prestito perché venderlo oggi senza fare minusvalenza è un'impresa oltre i confini della realtà, ma è vero che questo discorso vale pure Nzonzi, eppure il francese in campo lo abbiamo sempre visto. Che sta succedendo, allora? Abbiamo provato a cercare una risposta.

La Roma dice che il ragazzo croato è infortunato e non è ancora in condizione di poter giocare neppure pochi minuti. L'entourage del croato, al contrario, ha una versione un po' diversa. Cioè Coric era infortunato in occasione dei primi due test stagionali (Tor Sapienza e Trastevere), poi però la situazione è migliorata, tanto è vero che contro il Gubbio il centrocampista si è seduto in panchina, a disposizione per entrare. Invece Fonseca che pure in questi primi test ha fatto giocare chiunque, ha deciso di lasciarlo in panchina. Così come nelle successive partite. E l'entourage del croato la cosa non l'ha presa troppo bene, soprattutto dopo aver visto che in campo c'è andato pure Bianda (che si è infortunato).

Una considerazione che si è trasformata in incazzatura, se non altro perché se si deve trovare una squadra per il ragazzo, lasciarlo sempre a guardare, non è certamente propedeutico alla ricerca di una squadra che possa dargli quel minimo di fiducia che dalle parti di Trigoria non è mai riuscito a trovare. Certo, pure per colpe sue, ma non vederlo in campo neppure in minuto in questo precampionato, assomiglia a una bocciatura senza possibilità di appello. Al punto che c'è chi mormora che Coric, di fatto, sarebbe fuori rosa non rientrando nei piani di Roma e Fonseca.

Un problema in più in quell'opera di sfoltimento della rosa che il ds Gianluca Petrachi dovrà fare in questo mese abbondante che manca alla conclusione di questo mercato. In partenza ce ne sarebbero tanti, ma l'eredità (si fa per dire) lasciata da Monchi, sta lasciando il segno anche in questo senso. Nzonzi, per esempio, finora non ha trovato un amatore, si parla di un timido interessamento del Monaco ma per ora nel Principato non c'è nessuna intenzione di tirare fuori un euro, neppure per Defrel al contrario dei tredici milioni che il Cagliari sarebbe disposto a pagare per l'attaccante francese, solo che il ragazzo per ora ha detto no.

E Gonalons? Continua a fare allenamenti differenziati sperando di poter salutare presto la compagnia, magari con un ritorno in Francia (Lione, Marsiglia). Un problemone, poi, è quello di Robin Olsen. Lo svedese finora non ha ricevuto offerte, conseguenza della pessima stagione che ha giocato ma anche di uno stipendio che di fatto taglia fuori gran parte dei club europei. L'ennesimo regalino del senor Monchi che da queste parti ha sbagliato tutto o quasi.