Il laboratorio di Paulo Fonseca va avanti a ritmo spedito. Ieri due inediti della storia recente della Roma: due amichevoli in una stessa giornata, di cui una peraltro alle 10 di mattina (l'altra alle 18), entrambe a Trigoria, su due campi diversi, contro il Rieti di serie C al mattino (7-0) e contro la Ternana di serie B alle 18 (3-1), una in pantaloncini rossi e una in bianchi. Continua dunque il tour (casalingo) della squadra giallorossa contro le formazioni più forti del circondario, lusingate dall'invito del club romanista e pronte a vivere l'indimenticabile esperienza di un bel confronto ad alti livelli: e dopo le squadre romane e regionali si è passati all'Umbria, col tour che terminerà mercoledì a Perugia, per la prima trasferta, l'ultima con club italiani.

I fatti salienti

Tanti i protagonisti rilanciati dalla lunga giornata di calcio: su tutti Javier Pastore, mattatore soprattutto della sfida pomeridiana, ma note di merito anche per Cengiz Ünder (3 reti in due partite), Patrik Schick (2 in un minuto), Santon che ha timbrato con un gol la fascia di capitano del mattino, Florenzi che da terzino resta un valore aggiunto in fase di spinta (e segna ancora, su tiro sbilenco di Diawara, anche lui con la fascia da capitano) e più in generale per l'atteggiamento sempre propositivo della squadra.

Le note negative arrivano invece dall'infortunio di Bianda (una corsa all'indietro dopo 33 minuti del primo test gli ha sfilato qualche fibra muscolare, domani gli accertamenti), dall'atteggiamento un po' svagato tenuto soprattutto dalla squadra del mattino contro un avversario non certo irresistibile e, in particolare, per certe disorganizzazioni difensive che hanno aperto la strada a qualche controffensiva che con un minimo di attenzione si sarebbe potuta eliminare. Logico pensare che il livello dell'attenzione possa non essere ottimale nelle sfide di questi livelli, ma viene anche da credere che contro avversari più attrezzati poi certi svarioni possano costare gol e, di conseguenza, punti. Così resta inalterato il dubbio che più grava su Fonseca: sarà in grado di garantire un livello di organizzazione difensiva migliore rispetto a quella dell'ultimo anno un tecnico con una mentalità molto offensiva che non conosce bene tutte le malizie delle squadre del calcio italiano? Lo scopriremo solo giocando.

Ünder, protagonista con tre gol in due partite @LaPresse

Gli impacci difensivi

Al momento restano negli occhi svarioni tipo quelli dell'amichevole mattutina con alcuni errori individuali e di reparto che hanno esposto Olsen a qualche uno contro uno magari sprecato dalla precipitazione degli avversari: al 4' Mancini ha sbagliato un appoggio e la Roma si è ritrovata senza rete con Gondo poi poco reattivo ad arrivare fino in fondo, al 12' con la difesa a zona su corner goffamente infilata da uno schema di facilissima lettura (con l'avversario che parte nascosto dal secondo palo e va a calciare in solitaria quasi dal dischetto mentre gli altri gli liberano lo spazio: ma il tiro finale è stato sbilenco) e soprattutto al 40' con un palla alzata e spizzata dal veloce Gondo (con Santon, appena spostato in difesa dopo l'uscita di Bianda mentre Jesus completava il riscaldamento, uscito malissimo in marcatura), con la conseguenziale voragine su cui s'è infilato Marcheggiani, bravo a saltare pure Mancini, ma non altrettanto da servire i due compagni liberi a porta vuota.

A pericolo scampato, poi la Roma ha trovato il gol del vantaggio e nella ripresa ha dilagato. Poi nella sfida pomeridiana, forse il livello diverso dell'avversario ha fatto aumentare la concentrazione e pur subendo un gol (su respinta da punizione) la fase difensiva è stata fatta meglio. Resta da capire se le uscite dei difensori a spezzare la linea resteranno come ora senza protezione: nel caso sarà facile, per avversari bravi a studiare i difetti, entrare nel cuore della difesa romanista, un po' come fece Dzeko nella sfida di Champions (con lo Shakhtar di Fonseca che all'andata aveva sprecato troppo).

I 90 minuti per tutti

Ma la principale preoccupazione del tecnico portoghese oggi è giustamente quella di portare ad adeguata forma quasi tutti i giocatori della rosa, ben sapendo che su molti di loro poi non potrà contare quando si farà sul serio. A naso nella Roma di settembre non ci sarà spazio per molti giocatori tra quelli che ieri non si sono neanche visti (Dzeko su tutti, fermato da un risentimento muscolare, ma anche Gonalons, Riccardi e Coric) e pure di quelli che c'erano (Bianda, Santon, Nzonzi, Antonucci, Defrel, e chissà quanti altri). Presto, forse già mercoledì, si rivedranno invece Veretout (fermo per gestione di un affaticamento) e Lorenzo Pellegrini (che ha appena ripreso il lavoro).

Con un'interessante scelta di tempi, Fonseca ha fatto giocare al mattino una squadra per 72 minuti e un'altra per 28, invertendo al pomeriggio i nomi, proprio per garantire a tutti 90 minuti. Un po' di straordinario l'hanno fatto Jesus e Fazio proprio per l'infortunio di Bianda. Invece i quattro portieri hanno giocato un tempo a testa; al mattino Olsen e Fuzato, al pomeriggio Lopez e Mirante.

Quei gesti di rabbia

Per via di qualche difficoltà nella fluidità delle giocate, qualche giocatore ha manifestato anche un po' di nervosismo personale. A Zaniolo, Antonucci e persino Pastore è capitato di gettare via il pallone per scaricare un po' di estemporanea frustrazione: niente di grave, ovviamente, ma se quest'anno l'obiettivo di Petrachi (ieri assente: era a Lecce per qualche ora di riposo) è quello di prevenire ogni refolo di vento contrario alla direzione giusta, magari può cominciare ad intervenire. Prevenire in certi casi può essere meglio di curare.

Gli ospiti in tribuna

Tutte le amichevoli di Trigoria sono state inibite al pubblico per la bene nota impossibilità del centro sportivo di accogliere visitatori in numero elevato. La gara del mattino è stata anche chiusa alla stampa, ma a vedere la partita insieme al gruppo degli ospiti di Rieti c'era anche la norvegese Andrine Hegerberg, uno degli acquisti top della Roma Femminile (e sorella del pallone d'oro Ada). Nel pomeriggio oltre ai cronisti si sono visti anche i vicepresidenti dei due club di fronte in campo: Baldissoni della Roma e l'ex arbitro Tagliavento della Ternana.

Baldissoni e Tagliavento in tribuna ieri a Trigoria