Il difensore della Roma, William Bianda, ha parlato in Francia ai microfoni di Onzemondial. Queste alcune delle sue parole:

Sei a Roma da un anno. Qual è il tuo bilancio?
"Mi sono integrato, ma non ho ancora trovato casa. Vivo in un appartamento nel centro sportivo, una scelta di Monchi e della mia famiglia per poter ridurre i tempi di ambientamento. Ho tutto a disposizione e posso dedicarmi completamente al calcio. Roma è una bella città e comincio a capire la lingua. Sul campo, ho avuto dei problemi, ho dovuto recuperare dopo un infortunio ma sento che le cose stanno migliorando giorno dopo giorno. Sono fiducioso per il futuro ".

Ti lusinga il fatto di essere stato acquistato dal ds Monchi lo scorso anno?
"Certo che sono lusingato. Se ha fatto questa scelta vuol dire che ha visto qualcosa in me, che ha creduto nelle mie potenzialità. Spero di non deluderlo e di dargli ragione. È bello essere considerato un talento ma non è la cosa più importante. Non ho ancora dimostrato nulla, non sono mai sceso in campo con la prima squadra ma attendo il mio turno con pazienza".

Monchi ha anche comprato un calciatore come Langlet
"Spero di ripercorrere una strada simile nella Roma. Se non pensassi di essere in grado di farlo, non me ne sarei mai andato dal Lens. Se sono arrivato qui è perché sono convinto di potercela fare. Dipende tutto da me".

In molti ti paragonano a Varane...
"Spesso ho sentito questo paragone, ma lui è inarrivabile. È un punto di riferimento, un modello ma io sono io, ho molta strada da fare. Se un giorno dovessi piacere a squadre come il Real o il Barcellona, sarebbe bello ma io sono già in una grande squadra. La Roma non è un trampolino per andare in un'altra big".

Come immagini il tuo esordio in prima squadra?
"Spero all'Olimpico, dove l'atmosfera è davvero magnifica. Quando sono in tribuna e guardo il campo, provo un po' di invidia, ma sono un ragazzo paziente e sono sicuro che il mio momento arriverà. Ho già disputato delle partite amichevoli con la prima squadra e riuscire a giocare con gente come De Rossi, Dzeko e Manolas è qualcosa di incredibile".

In allenamento sei spesso di fronte a Dzeko. Come vanno i duelli con lui?
"È fortissimo e sono contento che la domenica so di dover affrontare degli attaccanti molto meno foti di lui (sorride ndt). Trovarti di fronte, anche se in allenamento, un giocatore come lui non può fare altro che migliorarti".