Koné vicino al rientro, con cautela
Il francese è vicinissimo a tornare in campo. Ma lo staff medico frena e la chiamata di Zidane incombe
(GETTY IMAGES)
Il contro alla rovescia verso il rientro è quasi finito, per Manu Koné: dopo la lesione muscolare di primo grado alla coscia riportata venti giorni fa, il centrocampista francese sta meglio e si prepara a tornare a disposizione di Gasperini. A Trigoria, però, non vogliono affrettare i tempi del rientro in campo, per evitare di correre rischi di ricadute. Lo staff medico sta quindi valutando se dare o meno il via libera alla convocazione dell’ex Borussia Monchengladbach per la gara di domani contro il Sassuolo.
Alla vigilia della sfida contro il Genoa, a metà ottobre, Gasperini era stato chiaro: «Speriamo di averlo a disposizione prima della sosta, ma ci vuole il tempo necessario». Ovviamente quello del tecnico romanista era un auspicio, non una previsione, anche perché Manu si era appena fatto male. In queste settimane il calciatore ha svolto terapie e palestra, seguendo l’iter stilato dallo staf: ora le condizioni sono buone, ma non ancora ottimali. Il giocatore, infatti, non ha evidentemente i 90’ nelle gambe, e al massimo potrebbe rientrare tra i convocati per giocare uno spezzone.
Vista la sosta per le nazionali ormai imminente, si sta valutando per una scelta di maggiore cautela. Anche perché, se dovesse essere in lista e scendere in campo contro il Sassuolo domani, Koné potrebbe anche essere convocato per gli impegni della nazionale francese, impegnata contro Italia e Turchia nei prossimi giorni. Ma il numero 17, va detto, è rientrato soltanto oggi parzialmente in gruppo, quindi inserirlo tra i convocati potrebbe essere affrettato.
Una decisione, in un senso o nell’altro, verrà presa oggi: nonostante i tanti forfait (Svilar, Rensch, Pellegrini e Dybala, oltre al francese) rendano corta la rosa a disposizione di Gasperini, l’allenatore e i suoi sanno bene che è meglio rinunciare a un calciatore per un’altra partita, piuttosto che rischiare una ricaduta accelerando il ritorno in campo. La rifinitura odierna chiarirà le idee a tutti e risulterà dirimente.
Visti però i frequenti problemi muscolari accusati da Manu nella passata stagione, si valuterà assieme al calciatore il da farsi. Certo è che sarebbe preferibile che Koné rimanesse a lavorare a Trigoria per ritrovare la migliore condizione dopo 20 giorni di stop, piuttosto che fargli giocare uno spezzone domani e poi perderlo per dieci giorni per gli impegni in Nations League.
In fondo, rimonta con il Manchester a parte, la Roma non se l’è cavata poi così male durante l’assenza del francese, che però resta un elemento imprescindibile: mentre era ai box, è arrivata la sconfitta a Old Trafford, il pareggio col Napoli e quattro vittorie, contro Genoa, Slovan Bratislava, Cagliari e Udinese. De Roon, Pisilli e Cristante sono stati costretti agli straordinari, ma è anche vero che si tratta dell’ultimo ostacolo prima che il tour de force di 9 partite in 27 giorni si concluda. Avere un Koné riposato e al meglio della condizione per la ripresa, contro Parma e Paris Saint-Germain, potrebbe rappresentare un valore aggiunto non di poco conto per i giallorossi.
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