AS Roma

Soulé e quella voglia di diventare (ed essere) grande

Sembrava al passo d'addio, poi si è rivelato leader tecnico. Dal gol-rimonta all'Atalanta ai timbri con Real, Napoli e United: ora c'è un Matias maturo

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
05 Novembre 2026 - 12:30

Da quando è rientrato a Roma al passo d'addio, Matias Soulé si è messo a lavorare senza tregua. Su se stesso, sul suo calcio. Sulle sue ambizioni. Non che ci fosse particolare bisogno di farlo su queste ultime, ma da quando la pubalgia lo ha fermato sul più bello, lo scorso anno, non pareva essere più lo stesso. L'estate è trascorsa lentamente, tra la possibilità di separazione (direzione Saudi Pro League) e quella di vedere un concorrente in più nel suo ruolo. Niente di tutto questo. Perché con Dybala ha giocato, causa l'ambientamento di Mora e il rientro graduale di Pellegrini, pure senza sfigurare e anzi, dettando subito la sua nuova linea: quella tracciata per seguire un miglioramento costante. La sua voglia di diventare grande, lasciando al passato la negatività che ha condizionato momenti di certo non brillanti.

E non è un caso che nel 2026-27 abbia saltato zero partite: una giusta ricompensa. Anche, ma non solo. È più una conseguenza di ciò che ha messo in atto da quando sembrava che potesse davvero seguire una via diversa da quella romanista. Soulé è entrato a gara in corso alla 1ª, ha inciso col Lecce (partendo dal 1') e già con l'Atalanta ha deciso il 2-1 finale con lo stesso minutaggio avuto con la Fiorentina (36'): un assist per Hermoso, un gol per mandare in paradiso Roma e i suoi tifosi. Al 5 di novembre, Mati è a 14 presenze, 4 reti e 5 assistenze. Un giorno t'alzi ed è cambiato il verso. Ma in positivo.

 
 
 
 
 
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Eppure, non sono tanto i numeri a dare forma alla sua anima: se con la Dea (insieme coi difensori subentrati) ha spaccato la partita, contro il Real Madrid (!) ha regalato due palloni che poi sono diventati, grazie a de Roon e Malen, gol. La firma l'ha messa in altre due gare di peso, a Napoli - avviando la rimonta con un tiro splendido - e a Manchester (l'1-0, purtroppo solo momentaneo). Due gare in cui la vittoria non è arrivata, ma non è mancata una prova di coraggio, forza, qualità. Anche da parte di Matias, che sa incidere pure nei big match, quelli di spessore, che contano. Come contro l'Atalanta. Lì sì che è arrivato il successo. L'obiettivo è ottenerne un altro già col Sassuolo, contro cui poco più di un anno fa, a gennaio, segnava il suo ultimo gol della stagione 2025-26. Ora c'è un altro Mati, nuovo, maturo, a scandire la bellezza della Roma.

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