Totti: "Ritorno alla Roma? Mai dire mai. Gasperini ha creato un gruppo unito"
Lo storico capitano giallorosso ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera nella quale ha toccato temi come la possibilità di tornare in società
(GETTY IMAGES)
Francesco Totti torna a parlare e lo fa in un'intervista al Corriere della Sera nel corso della quale ha parlato della possibilità di tornare in società e della Roma di Gasperini. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:
Passiamo al presente. Allo stadio Olimpico, in occasione di Roma-Real Madrid, hai visto i Friedkin?
«Nella saletta ho visto il figlio di Friedkin, l’ho salutato educatamente. Ma non c’è stato nessun dialogo, non si è discusso di nessuna cosa».
A te piacerebbe tornare a casa tua, alla Roma?
«La Roma è stata, è e sarà sempre tutto per me. È la mia seconda pelle, forse persino la prima. Quello che io ho vissuto con questa maglia non credo abbia paragoni. Tornare alla Roma? Mai dire mai».
Di Gian Piero Gasperini cosa pensi?
«Di lui ho un’opinione bellissima, è riuscito a far innamorare il popolo giallorosso, a costruire un gruppo unito, solido, che ha voglia di dimostrare e voglia di vincere. Quando al timone c’è un personaggio simile, tutto è possibile».
Insisto: se la Roma ti offrisse un ruolo non di rappresentanza accetteresti?
«Ai tempi di Pallotta io ho lasciato tre anni e mezzo di contratto perché non volevo fare la bella statuina. Mi sembrava naturale che uno come me fosse coinvolto nell’area tecnica. Forse ne posso capire di più di gente che fa il commercialista, l’avvocato, il dottore. Se ognuno facesse il suo mestiere, sarebbe un bene per tutti. Quando ero nella Roma come dirigente mi chiamavano solo quando c’erano problemi, per mettere pezze. Io mi sentivo parte e volevo essere nel progetto, non un uomo immagine. E anche ora questo non voglio fare. Mi hanno cercato per il centenario, ma sempre stretto in quel ruolo formale. Quell’amore non finisce. Ho il massimo rispetto per loro, non ho mai chiesto nulla e mai lo farò. Se hanno bisogno della mia conoscenza del calcio, sono qui. Comunque il centenario lo festeggerò, con la gente di Roma, con i romanisti. In fondo, di questo secolo di storia, io credo di averne segnato, sul prato di questo stadio, almeno un quarto».
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