AS Roma

Umiltà e dedizione: quella di Lulli è la storia che ogni giovane desidera

Dagli allenamenti a Palestrina alla notte dell'Olimpico, una sola costante: non mollare mai. E ora «con Gasp può diventare simile a Gosens e Hateboer»

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
18 Ottobre 2026 - 11:29

«Ha il migliore allenatore italiano che possa avere. E può diventare simile a uno dei giocatori di fascia che Gasp ha avuto all’Atalanta, come Gosens e Hateboer». Parole di poco più di un mese fa, pronunciate da chi lo conosce bene (Roberto Tota, ndr) perché già in tenera età lo ha visto sfrecciare sul campo e diventare "Sindaco" di quella casa chiamata Palestrina. Un posto forse troppo stretto per i sogni di un ragazzo come Emanuele Lulli: se ne era andato per trovare fortuna nella Scuola Calcio della Roma, salvo poi tornare per il poco spazio concesso. Una testimonianza di umiltà, in un mondo fatto di protagonisti sotto i riflettori. E lì è cambiato tutto, prima di approdare alla Tor Tre Teste. Durante il lockdown, passava le giornate ad allenarsi in solitaria, quando era impossibile seguire gli allenamenti. A 14 anni,  di nuovo quella Roma tanto ambita, dopo che un’altra squadra aveva provato a prenderlo. Ma c’è il giallorosso. La voglia di riprovarci, di ricominciare da dove ci si era detti «ora un passo indietro» è tanta. Troppa.

 
 
 
 
 
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E ieri, quel passo indietro è valso la gioia più grande, in mezzo agli oltre 63mila dell’Olimpico. Quel passo indietro è valso un passo in avanti quando il tentativo di Soulé, deviato, ha preso la traiettoria che doveva prendere per generare il più grande sorriso sul volto di un ragazzo irreprensibile. L’incredulità è palpabile: la faccia dice tutto, la corsa confusa e i piccoli saltelli spiegano tante cose. In poco tempo, è passato dalla Primavera al grande palcoscenico. A giugno 2025, dopo due Scudetti, la delusione più grande: il ko in finale con l'Under 18, subentrando a gara in corso e mettendo in seria difficoltà i giocatori avversari. Solo un assaggio delle sue potenzialità.

Poi, gli step in U20, tra un inizio sfavillante e il successivo minutaggio ridotto. Anche lì, una sola costante: non mollare mai. Correre. Che poi, è la cosa che gli riesce meglio. Forse, per un senso di responsabilità verso «i sacrifici fatti», da lui, dalla famiglia, dalle persone che ha intorno. Gasp se lo gode, convinto delle sue qualità. Lui viaggia coi piedi per terra. Quel che è certo è che quella di Emanuele Lulli, ieri MVP, è la storia che ogni giovane calciatore desidera. E il viaggio è appena cominciato.

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