AS Roma

Sette minuti da dimenticare con il carissimo Daniele

Un altro avversario/amico per riprendere il cammino interrotto

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
17 Ottobre 2026 - 06:00

Sono scherzi del destino, o del calendario, o del cuore, in ogni caso. Tanto l’ha capito anche quel marziano che capitasse allo Stadio Olimpico, così per caso: da queste parti i sentimenti contano, eccome. Salutato e omaggiato, come è giusto, un re, Mourinho, ne arriva un altro, De Rossi, che in città ha regnato per tanti anni da giocatore e troppo poco da allenatore, cacciato via senza alcun ritegno nonostante cinque mesi eccezionali nella stagione in cui subentrò proprio al portoghese e un avvio di stagione successiva complicato solo nei risultati, ma assai promettente invece in quel lavoro di semina che avrebbe portato sicuramente i suoi frutti. Mandarlo via dopo quattro giornate è stato come togliere la patente a un pilota di Formula 1 perché in una gita fuori porta ha sbagliato strada al bivio per il lago. E tra le ferite più sanguinose che un tifoso della Roma porta con sé, questa resterà per sempre una delle più dolorose. 

Chissà se vi è mai capitato di ascoltare le sue conferenze stampa: sono trattati di gran calcio, buon senso, intelligenza purissima ed educazione calcistica che non hanno pari. C’è tutto De Rossi in ogni parola che dice. Tutto il suo amore per il calcio, per la vita, sicuramente per la Roma, ora per il Genoa. Un po’, durante l’ultima sosta per la Nazionale, deve aver temuto di dover fare un’altra volta le valigie anzitempo, ma la società ha resistito, nonostante il disagio del cambio di direttore sportivo, che poteva essere il preludio a un’altra e più larga rivoluzione. Via Diego López, dirigente molto apprezzato da Daniele e sempre nominato nelle sue conferenze stampa, anche ora che è andato via, dentro Modesto e Melissano, due dirigenti con cui Daniele ha appena cominciato un nuovo percorso. Tanti auguri mister: che tutte le fortune ti assistano, ovviamente da domani in poi, fino a quando non si compirà chiaramente il progetto di straordinario allenatore che il destino ha sempre avuto per te. È solo questione di tempo, ma quel giorno arriverà. 

Non il destino, ma i bookmaker dicono pure che stasera non avrà vita facile (calcio d’inizio ore 20.45, Stadio Olimpico come al solito ruggente ed esaurito, telecronaca a scelta tra Sky e Dazn, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista). Le quote sono significative: 1,50 per la vittoria della Roma, 4,50 per il pareggio, 6,70 per il successo del Genoa. Ma non arriva da vittima designata la squadra rossoblù. Il successo con la Fiorentina ha restituito giustizia a un gruppo che stava lottando senza cogliere risultati. Sotto il profilo della cabala, un tifoso romanista può aggrapparsi proprio al fatto che i tre punti siano arrivati già sabato scorso. La Roma deve rialzarsi in piedi, troppo forte e recente la delusione patita con il Real Madrid, ma per fortuna il calendario le dà una mano. Meglio ripartire subito, in questi casi, piuttosto che macerare nella delusione. Certo, c’è da ritrovare una condizione. E mettere insieme una squadra attrezzata per ben figurare. Con qualche soluzione fantasiosa da trovare in mezzo al campo (Pellegrini è stato subito riadattato all’uso), e in attacco, dove Mora e Castro avranno finalmente le loro chance da giocarsi, già dal primo minuto. Roma è pronta a ripartire, Gasperini pure. Gli 83 minuti con il Real Madrid chiedono giustizia immediata ed esemplare. Non ce ne voglia l’amico De Rossi.

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