AS Roma

La parola d’ordine è solidità

Como miglior difesa della Serie A 2025-26 con 29 gol subiti, Roma subito dietro a 31. Ma in questo avvio meglio i giallorossi. Entrambe giocano in avanti ma con attenzione

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
30 Settembre 2026 - 06:00

Filosofie diverse, ma la stessa attenzione al reparto difensivo: Roma e Como, prossime avversarie al Sinigaglia alla ripresa del campionato, sono state le due migliori difese della Serie A nel 2025-26. A sorpresa, peraltro, dato che sia Gasperini sia Fabregas sono entrambi tecnici a cui piace giocare all’attacco. Questo però non significa trascurare il reparto arretrato, anzi: loro sono riusciti a farne l’autentico punto di forza delle rispettive squadre, oltre che il punto di forza grazie al quale sono riuscite a qualificarsi in Champions League. 

Nel 2025-26, nei top 5 campionati europei, il Como ha avuto la seconda miglior difesa dopo l’Arsenal, con 29 reti subite - quelle dei Gunners sono state 27. I lombardi hanno eguagliato il Paris Saint-Germain, che però in Ligue 1 ha disputato 34 partite, a fronte delle 38 della Serie A. In quarta posizione proprio la Roma, che ha incassato 31 gol, due in più rispetto a Ramon e compagni. La media dei giallorossi è stata di 0,81 reti concesse a partita, quella del Como di 0,76. La solidità dietro è stato uno dei fattori decisivi per il successo delle due squadre, che pure giocano in maniera molto diversa: pressing aggressivo e tanta verticalità per la Roma, palleggio più ragionato da parte del Como, che proprio per il suo ricorso esagerato al retropassaggio al portiere era stato definito «noioso» da Gasperini un anno fa. 

In queste prime cinque giornate, però, le cose sono leggermente cambiate: Mancini e compagni finora hanno confermato la loro solidità, incassando soltanto 3 gol in 450’ (uno dall’Atalanta e due dall’Inter), per una media a partita di 0,6. Si è scoperta invece più fragile la squadra di Fabregas, che in cinque partite ne ha incassati 6: nessun clean sheet per Butez finora, a fronte dei tre fatti registrare da Svilar. I lombardi hanno sempre incassato almeno una rete, e ovviamente la speranza è che il dato possa essere valido anche dopo la sfida dell’11. Anche perché finora, Napoli a parte, hanno affrontato squadre che non sono esattamente delle big (Udinese, Genoa, Parma e Frosinone). L’impressione, almeno in questo scorcio iniziale di stagione, è che quest’anno i comaschi puntino a fare un gol in più degli avversari, piuttosto che a subirne uno in meno. 

C’è anche da dire che entrambe hanno visto dei cambiamenti negli interpreti della difesa: a Roma si sta imponendo Balerdi, che pian piano sta scalando le gerarchie, ma tra i volti nuovi c’è anche Koulierakis (finora utilizzato pochissimo), oltre agli esterni destri Molina e Lulli. In riva al lago invece hanno salutato Diego Carlos, accogliendo però due profili molto interessanti come il centrale Chalobah dal Chelsea e i terzini Kaiki e Couto. Ancora inutilizzato invece Kambwala, arrivato in prestito dal Villarreal. 
Quel che è certo è che entrambe le squadre si sono rinforzate in estate, e non soltanto in difesa. Resta da vedere chi è riuscito a migliorare di più, e soprattutto se Roma e Como riusciranno a mantenere la solidità della passata stagione. Non è scontato. Il verdetto, come al solito, lo darà il campo: a partire da domenica 11 al Sinigaglia, dove i giallorossi non vincono dal 1989. Sarebbe il caso di rompere l’incantesimo: hai visto mai che a fine stagione si debba guardare all’esito degli scontri diretti...

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