Efficaci, migliorabili e convinti
Wesley, Cristante e Malen restano a Roma per infortunio. Tante luci e qualche ombra per Gasperini: 15 gol segnati e 4 incassati in 6 gare. 2,33 la media punti tra Serie A e coppa
(GETTY IMAGES)
«Sogna, ragazzo, sogna. Non cambiare un verso della tua canzone». Canta Roberto Vecchioni. E non potrebbe essere più adatto per il momento della Roma. Che va alla sosta per gli impegni delle Nazionali dopo sei partite disputate tra campionato e Champions League, quattro vittorie e due pareggi, quindici gol totali segnati, quattro reti incassate e una media punti complessiva di 2.33 (2.6 in Serie A). Uno scorcio di stagione che restituisce l’immagine di una Roma più matura con un anno di lavoro con Gasperini alle spalle, con una rosa paradossalmente migliorata ma leggermente corta (qui subentra il mercato), più consapevole dei propri mezzi, tatticamente ancora più raffinata e con un Malen in più dall’inizio. E la partita (spettacolare per ritmo, intensità e coraggio) contro l’Inter è lì a dimostrarlo. Perché contro la rosa più attrezzata e più rodata degli ultimi anni in Italia la Roma ha giocato ad armi pari, dominando il primo tempo e stritolando gli avversari fino ad arrivare al doppio vantaggio, prima della rimonta nella ripresa. Quindi, resta il rammarico. Per il risultato e per l’andamento della sfida. Ma anche questo è spia di mentalità, del livello successivo di qualità raggiunto e della bontà della strada intrapresa per cercare di colmare il divario. Ed è anche lì a dimostrare ancora una volta l’applicazione e l’unione del gruppo, sempre elogiato dal tecnico.
E alla sosta si va con tante luci e qualche ombra, prova che la Roma è efficace ma anche migliorabile. Perché nelle sei partite finora disputate (cinque in campionato e una in Champions League) non è mai mancata l’identità riconoscibile della squadra, anche tra le difficoltà. Dalla vittoria senza possibilità di replica contro la Fiorentina all’esordio, passando per il primo successo in trasferta con il Lecce e alla rimonta casalinga allo scadere contro l’Atalanta, fino alla personalità dimostrata a Istanbul, al 2-0 di volontà contro il Torino e, appunto, al pareggio con l’Inter. Una Roma che finora ha segnato quindici gol (quattordici in Serie A), ne ha subiti quattro (tre in A, tutti allo Stadio Olimpico) e ha mandato in rete sette marcatori diversi (Malen, Pisilli, Soulé, Mora, Hermoso e Koné in campionato e Cristante in coppa).
Con un blocco di giocatori affidabili, il noto zoccolo duro della scorsa stagione, e l’intenzione (ma anche necessità) di inserire e responsabilizzare il resto del gruppo. Però con qualche ombra, appunto. E per ora il difetto maggiore emerge nel secondo tempo, nel modo di sintonizzarsi nuovamente con la gara. Perché la Roma subisce gol da Ederson al 47’, da Archie Brown al 48’ e da Lautaro Martinez al 46’. Non una casualità, ma materiale di lavoro durante la sosta per Gasperini a Trigoria.
E al Fulvio Bernardini restano anche Wesley, Cristante e Malen. I tre non si aggregano alle rispettive Nazionali per infortunio: il primo ha riportato un risentimento alla coscia destra; il secondo è alle prese con la lombalgia; anche per il terzo problemi fisici, come confermato dalla Nazionale olandese tramite i canali ufficiali. Quindi, sono in undici i giallorossi a lasciare Trigoria tra Under 21 e Nazionali maggiori. Per gli altri da oggi pomeriggio è tempo di lavoro con vista Como, quando l’11 ottobre si tornerà in campo. «Non fermarti tu», appunto. Canta Vecchioni.
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