La storia infinita
Novantadue giorni dopo Verona, senza il 92, si torna a casa. È Capodanno, Forza Roma
(GETTY IMAGES)
Dal 24 maggio al 24 agosto, oggi, sono passati esattamente 92 giorni, il numero che aveva sulle spalle El Sharaawy. Quella a Verona è l’ultima immagine della Roma, abbracciata in una piramide umana sulle spalle del suo Faraone, protesa verso il settore.
Novantaduegiorni dopo, a parte il 92 che non c’è più, c’è chi ha conservato quella bella sensazione del Bentegodi di una squadra arrivata terza, guidata da un grandissimo allenatore e che dopo 7 anni è tornata in Champions, e chi invece ha convertito quell’entusiasmo in delusione. Vero che c’era un friccicorio quella notte di Verona, e nei giorni immediatamente successivi, vero pure che probabilmente i sogni per un mercato di coppe e di campioni sono rimasti tali (maledetto calcio moderno che vi imbonisce e rincoglionisce con un piazzamento). Però oggi è Capodanno.
Oggi è il lunedì dell’anno, il primo giorno della stagione, la nostra ripetizione inaugurale che aspettiamo da quando comincia l’inutile e noiosa estate senza pallone. Il friccicorio ce l’hai a prescindere se sei romanista, e quando gioca la Roma, e quando lo rifa (ri-scende in campo l’Associazione Sportiva ecc) credo che sia persino naturale. E poi la campagna acquisti non è stata male. La squadra che è arrivata terza è rimasta quella, in più ci stanno quattro giocatori che possono essere, o saranno, titolari. Molina un campione del Mondo, Rodrigo Mora un ragazzino che sa di enfant prodige, Castro che per me è l’acquisto più fico di tutti, e il greco che c’ha il profilo che sembra giusto: greco. Poi sono rimasti Dybala e Pellegrini e dite quello che volete ma per farlo hanno rinunciato a dei soldi. Conta questo, per il gruppo e per l’allenatore. E poi, poi la cosa più importante: lo stadio è sempre quello: gonfio. Pieno. Romanista.
L’inno pronto prima di cominciare tutto (la prima volta che è andato all’Olimpico è stato proprio dopo un gol alla Fiorentima, di Penzo, il 15 dicembre ‘74) Gasperini al secondo anno, e le altre - Inter a parte, almeno al momento - tutte da vedere. Si ritorna all’Olimpico c’è da onorare tutto questo e il Mantova che è stata l’ultima squadra a esultare qua dentro. C’è la Roma ed è Capodanno di un anno particolare perché stavolta finisce il 30 maggio... Pensa quanto sarebbe... tutto essere felici quel giorno. Il 30 maggio 2027, nell’anniversario di una notte che è ancora nostra e di anno che ne conterà cento. Comunque chi è eterno non festeggia compleanni: per la Roma vale ogni attimo, ogni contrasto, ogni partita. Ogni giorno della nostra vita. Stamattina è bello: ci rivedremo nel posto più caro del mondo (nel senso di affetti, anche se in Champions i prezzi...), torniamo a casa, rifacciamo quello che ci ha fatto innamorare da ragazzini: rivediamo la Roma. Ve rendete conto?
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