Gasperini: "Rosa ancora incompleta, ma sono arrivati giocatori interessanti"
Il tecnico ha presentato la partita di lunedì contro la Fiorentina, valida per il primo turno della nuova Serie A
(GETTY IMAGES)
L'attesa sta per finire e, fra due giorni, lo stadio Olimpico tornerà a riempirsi per Roma-Fiorentina, prima giornata della Serie A 2026-27. In vista del match contro la formazione di Grosso, Gian Piero Gasperini è intervenuto in conferenza stampa.
A due giorni dal campionato bisogna capire il valore della rosa. Sembra siano stati introdotti giocatori interessanti con attenzione al monte ingaggi, ma si può dire che ancora la rosa è incompleta?
"Numericamente sì, noi abbiamo la possibilità di presentare 23 giocatori in distinta come ci concede la Uefa, e in questo momento abbiamo ancora due caselle libere. Sono arrivati 4 giocatori, è arrivato Molina che è campione del Mondo e due mesi fa ha fatto la finale del Mondiale; Castro è maturo e può sostituire Ferguson. Se ne è andato Ferguson con Dovbyk ed è arrivato Castro, è arrivato Koulierakis che è un giocatore che per caratteristiche ci mancava in difesa, e infine Mora. Rispetto a maggio sono andati via El Shaarawy, Venturino, Zaragoza, uno ne è arrivato e spero in un altro. Se ne sono andati Angelino e Tsimikas e anche lì spero possa arrivarne un altro. Ridurremo dunque sicuramente la rosa, cercando di renderla però più competitiva. Sono molto soddisfatto dei nuovi: hanno tutti voluto fortemente la Roma, Castro addirittura è partito con un treno per arrivare prima. Si è abbassato il monte ingaggi per esigenza, sotto questo aspetto credo sia stato fatto un lavoro molto positivo, poi ci sono ancora dieci giorni e speriamo di completare il tutto".
Un parere su Rodrigo Mora? Lunedì si incontrano lui e Mastantuono della Fiorentina: vuol dire che nel calcio italiano si sta puntando di più sui giovani?
"Beh sì, tante volte è una strada necessaria, però questo può essere un lato positivo. Per quanto mi riguarda, Mora è un ragazzo giovanissimo che ha già raggiunto numeri importanti. Due anni fa al Porto ha raggiunto dieci gol. Per la società è un investimento molto importante, soprattutto in prospettiva, ha tutte le caratteristiche per emergere e far bene".
Fotografando la trequarti, ha tutti giocatori magari leggeri ma di tanta qualità. Manca però quell'atletismo su cui sempre ha puntato, il Lookman della situazione? Può essere questo il profilo che state cercando?
"Noi siamo partiti con profili molto alti, non è una novità, ma ci siamo scontrati con l'esigenza di tenere il monte ingaggi sotto certi tetti e questo non ti permette di prendere giocatori affermati con le caratteristiche che cerchi. Poi però devo dire che la società ha fatto un investimento importante su un altro profilo di giocatori, possibilmente giovani. Credo che abbiamo una buona varietà, sono molto soddisfatto dell'atteggiamento di Dybala e Pellegrini nel ridursi i contratti e posso dire lo stesso degli altri che hanno rinnovato. Anche io pensavo che raggiunta la Champions si sarebbero risolte le situazioni di bilancio, lo pensava anche la società ma col tempo abbiamo dovuto modificare le strategie. Siamo tutti abituati a guardare davanti, magari ti accorgi che devi fare altro rispetto a quello che volevamo ma per quello che possiamo siamo soddisfatti, credo lo saremo di più tra dieci giorni e spero lo sia anche la proprietà".
Tutte le squadre approcciandosi al nuovo campionato puntano a migliorare quanto fatto nel precedente: è un concetto applicabile alla Roma? Ritiene giusto ripartire dai 73 punti e dal terzo posto o si tira una linea e si riparte da zero, anche in considerazione del mercato delle altre?
"Si riparte da zero per tutti ogni anno. Quanto fatto è stato soddisfacente per tutti, ma poi si parte da zero tutti e i 73 punti dell'anno scorso vanno rigiocati. Noi dobbiamo guardare noi stessi, credo che nell'11 ci sia stato un consolidamento ma senza chissà quali situazioni nuove, però nella rosa stiamo cercando di renderla più competitiva con dei ragazzi che daranno un valore aggiunto. La squadra più o meno è quella, la rosa però è più competitiva, abbiamo ragazzi con molta voglia di giocare per la Roma e di dare il massimo per la Roma e credo sia un grandissimo valore, lo hanno dimostrato con cose tangibili. Poi quello che fanno le altre lo dobbiamo tenere in considerazione, è evidente che sono rimaste fuori dalla Champions delle squadre, tra cui la Fiorentina, molto blasonate che stanno facendo cose importanti perché il loro obiettivo è sempre competere ai massimi livelli. Noi dobbiamo guardare il nostro percorso con le possibilità che abbiamo, noi e la società. Girarci intorno è inutile, abbiamo una situazione limitante col Fair Play Finanziario, la Roma forse è l'unica in Italia a dover pagare questa situazione. Questa è una situazione che nasce dal pregresso, del quale non ci sentiamo responsabili ma è così, bisogna guardare avanti e cercare di risolvere questa situazione nel modo migliore possibile, cercando di migliorare la squadra nel modo migliore possibile. Per fortuna dalla nostra abbiamo una cosa che pochi hanno: la passione. Su quella puntiamo e con quella possiamo fare belle cose".
Si è fatto un gran parlare dell'ala sinistra, la Roma ha rincorso per molto tempo un certo tipo di giocatore. Arrivati a questo punto, lei ha bisogno di questo giocatore, lo pretende, o se non arriva è la stessa cosa?
"Solamente se può essere un valore aggiunto, non mi carico di giocatori tanto per. Ho sempre detto che chi arriva deve essere fortemente voluto e deve volere fortemente la Roma. Come ho detto possiamo aggiungere due giocatori, ma solo se si potranno raggiungere a certe condizioni. Se sarà così bene, altrimenti rimarremo così".
Lei prima ha ammesso che si era partiti puntando su un certo tipo di giocatori, più importanti ma magari più onerosi, poi si è cambiata strada. Perché si è cambiata strada? Avete ricevuto comunicazioni dalla Uefa? Avete speso troppo per altri giocatori?
"C'è un discorso legato alla Uefa, abbastanza conosciuto, e non ci sono altre possibilità. Ci sono condizioni che l'Uefa impone e dalle quali purtroppo anche volendo la nostra società non può uscire".
Ma per esempio c'è stata la trattativa per Summerville, con addirittura l'aereo pronto per il giocatore, che sarebbe arrivato per 50 milioni di euro con uno stipendio molto più oneroso. Poi perché è cambiato il target?
"Perché purtroppo cambiano le comunicazioni, poi magari se avessi fatto quello non avresti fatto altro. Oppure il suo contratto probabilmente era sostenibile in quel momento, e altri no. Ci sono parametri che non si possono spiegare ma che potete conoscere che sono abbastanza complessi e che costringono una società, sotto controllo dall'Uefa come è la Roma unica in Italia, a dover sottostare. Anche io pensavo che dopo sei mesi o con la Champions la situazione fosse risolta, non è così ed è quello che costringe a questo tipo di mercato, ma è un mercato creativo ma molto positivo, magari diverso da ciò che si poteva pensare con la Champions ma personalmente di quello che si sta facendo mi sembra sia veramente buono. Poi nell'immediato credo che saremo pronti a far bene comunque, in prospettiva sicuramente la Roma troverà del valore in più, risolverà meglio questi problemi dettati da anni diversi. Poi c'è da dire che la Roma ha già avuto due dilazioni e magari ora non potranno più esserci. Questa è la situazione che tutti conoscete, non arriva ora per caso. Il problema è che ora è arrivata la resa dei conti, ma faremo bene uguale, andremo forte uguale perché questi ragazzi hanno fatto tutti cose importanti per giocare nella Roma".
In questi dieci giorni che mancano alla fine del mercato, nella creatività del mercato, lei ha detto che avete la possibilità di prendere altri due giocatori. Si aspetta anche che possano esserci delle uscite oppure, per lei, saranno solamente giocatori in entrata?
"No, su questo sono sempre stato abbastanza chiaro. Sulla rosa dell’anno scorso, per completarla, servivano un difensore, un esterno e due attaccanti esterni. Poi si potevano sostituire eventuali uscite. Siamo stati bravi a sostituire l’uscita di Celik con Molina e, come ho detto prima, le uscite di Ferguson e Dovbyk con Castro. E fine. Adesso dobbiamo completare la rosa. Se ci saranno altre uscite, ma si avvicina sempre di più la fine del mercato, sarà solamente per sostituirle. In questo momento non c’è niente in uscita".
Secondo quello che percepisce, è possibile che Dybala riesca a fare una stagione con una percentuale di presenze più alta rispetto alle ultime? Oppure questa incognita fisica resta sempre? Percepisce un miglioramento e la possibilità di avere una continuità maggiore rispetto agli ultimi anni?
"Sono sicuro di sì, perché lo vedo non solo determinato. Lo vedevo così anche l’anno scorso, è sempre stato molto determinato, ma adesso lo vedo particolarmente forte. Ha fatto una preparazione che forse da tempo non riusciva a completare senza infortuni. È chiaro che si incrociano sempre le dita, perché l’anno scorso secondo me è stato sfortunatissimo. Mi ricordo due infortuni: uno calciando un rigore a Milano e uno calciando una punizione contro il Torino. Sono veramente dei casi limite. Addirittura uno gli è costato un problema al menisco ed è stato fuori tre mesi e mezzo. Diversamente, dal punto di vista muscolare, mi sembra un giocatore molto più tonico. Certo, magari non ha più la velocità e la potenza di tiro di quando era più giovane, ma ha migliorato in tutto e per tutto altre caratteristiche e altre qualità. È un giocatore che, se lo togli qualche volta, può avere un po’ di ricambio, ma altrimenti finisce sempre le partite molto più fresco di tanti altri. Io lo vedo bene. È un giocatore relativamente giovane, perché oggi ha 32 anni, è ancora molto forte ed è anche nel pieno della maturità tecnica e fisica. Credo che farà un grande campionato. Certo, speriamo non succedano delle anomalie come quelle dell’anno scorso, perché sono stati veramente due episodi rarissimi".
La Fiorentina è una squadra completamente rinnovata ed è stata una delle protagoniste del mercato. Immagino che lei possa avere qualche dubbio su chi far giocare davanti, anche in base all’assetto della Fiorentina: ci potrebbe essere una possibilità per Cristante, una per Soulé, addirittura per Mora. In questo senso, può chiarire un po’? E poi, sull’obiettivo finale: se arrivano i due giocatori che sta aspettando, la parola “scudetto” si potrà mai sentire qui dentro?
"Bisogna vedere anche quello che fanno gli altri, no? Bisogna conoscere anche i nemici, voglio dire gli avversari in questo caso. Noi dobbiamo guardare la nostra strada, stiamo cercando di fare il meglio possibile con le nostre possibilità e sono convinto che andremo a fare bene. Poi parlare di risultato finale non lo so, dipenderà molto anche da quello che faranno gli avversari. Noi dobbiamo partire, come del resto abbiamo fatto l’anno scorso, cominciando a pensare alla Fiorentina, che è una squadra che ha fatto molto sul mercato, ma soprattutto con le motivazioni forti che abbiamo in questo momento, con la volontà di fare una grande stagione e di dare seguito al finale e alla stagione dell’anno scorso. Sono stati due mesi un po’ particolari per i giocatori che erano al Mondiale e che chiaramente hanno una condizione fisica diversa rispetto a chi ha fatto tutta la preparazione. Poi ci sono alcuni giocatori, come Molina e Mora, che sono arrivati da pochissimi giorni. È chiaro che anche per noi, probabilmente come per tante squadre, c’è un po’ di incertezza all’inizio della prima partita che si va a giocare. Credo che riguardi un po’ tutti. La prima partita è sempre quella in cui non sei così sicuro della condizione globale della squadra: alcuni stanno meglio, altri un po’ meno, e quindi anche la formazione può essere condizionata da questo. Alcuni sono arrivati da pochissimi giorni e il mercato è comunque ancora aperto. Credo che sarà un po’ così per tutti all’inizio: tutti avranno bisogno di un po’ di rodaggio. Una cosa che sicuramente a noi non manca è la voglia di partire forte subito. Giochiamo in uno stadio nuovamente pieno, con tanta aspettativa, e questo per noi è una forza fondamentale per andare ad attaccare subito la partita con le nostre migliori risorse".
Passando da un argentino all’altro, le volevo chiedere di Soulé. Lo scorso anno ha avuto una stagione particolare perché, forse nel momento migliore, è stato fermato dalla pubalgia e quando è rientrato non sembrava avere il ritmo gara. Come lo ha rivisto? Ha superato quelle problematiche? E soprattutto, quell’infortunio ha un po’ bloccato il processo di crescita che stava facendo anche con lei?
"No, lui ha fatto una grande prima parte di stagione e poi ha avuto questo problema di pubalgia. Quando è arrivato in ritiro era stato parecchio fermo e aveva cercato di curarsi questo problema. È arrivato parecchio sovrappeso e non era ancora completamente guarito. Invece durante questa preparazione è stato bravissimo, è stato eccezionale. Si è rimesso e devo dire che adesso è in un’ottima condizione. Ha fatto delle ottime gare nel precampionato e ha recuperato al meglio sia dal punto di vista fisico, per quanto riguarda la pubalgia, sia dal punto di vista atletico e della condizione. Quindi anche sotto questo aspetto credo che sia un giocatore assolutamente recuperato, di nuovo ai livelli della prima parte della stagione scorsa".
Lunedì affronterà la Fiorentina, con l’esordio ufficiale di Fabio Grosso sulla panchina viola in Serie A. Che tipo di gara si aspetta da una squadra completamente rinnovata? Crede sia un bene affrontarla subito, considerando il mercato che ha fatto? E cosa si aspetta da Grosso in questa stagione?
"Adesso non sai mai quale sia il momento migliore per incontrare una squadra, quindi va bene così. Il calendario ha detto Fiorentina. Le prime cinque partite, anzi la prima parte di campionato, sulla carta sono molto dure, ma noi le affrontiamo subito con la voglia di partire bene. È chiaro che loro hanno fatto un mercato molto importante, hanno preso giocatori sicuramente di valore e hanno cambiato allenatore. Quindi mi rifaccio un po’ alle prestazioni e alle partite che hanno giocato in questo precampionato, oltre al fatto che Grosso già l’anno scorso con il Sassuolo ha avuto un’ottima esperienza in Serie A. Per loro è sicuramente una novità. Per noi, invece, giocare subito questo tipo di gare ci dà immediatamente la dimensione del nostro valore in questo momento".
Ha parlato prima della condizione di chi arriva dal Mondiale, facendo una distinzione tra chi è partito dall’inizio del ritiro e chi si è aggregato dopo. Come stanno? Quanto crede che manchi loro per arrivare al livello di condizione del resto del gruppo? E, in modo particolare, un giudizio su Malen: come lo ha visto in queste ultime settimane?
"Wesley, ad esempio, ha dovuto saltare il Mondiale, però ha fatto la preparazione e sotto l’aspetto atletico sta sicuramente bene. Ndicka e Malen sono arrivati un po’ dopo. Ndicka, anche per struttura fisica, recupera abbastanza velocemente: ha fatto un po’ fatica all’inizio, ma ha già dato dei buoni segnali anche a Dortmund nell’ultima amichevole. Malen ha patito un po’ il Mondiale, sicuramente più a livello psicologico che fisico. Però giocare nella Roma e sentirsi molto importante per questa squadra, non solo per quello che realizza ma anche come leadership e come giocatore di riferimento, lo aiuterà a trovare una condizione migliore. Poi c’è Koné, che è arrivato per ultimo: anche lui riesce abbastanza velocemente a rimettersi in condizione. El Aynaoui, invece, è in una situazione intermedia. Ma sono cose normali per tutti i giocatori che sono arrivati in periodi e step diversi. Ci mettono veramente poco: non serve tanto tempo, è questione solamente di una settimana o due in più. Anche Molina ha fatto la finale con l’Argentina solo da poco ed è arrivato questa settimana. Però anche lui è sicuramente un giocatore che riacquista la condizione abbastanza velocemente".
Prima, soprattutto in riferimento a Rodrigo Mora, ci ha parlato di prospettiva e di giovani da sviluppare. Però leggevo alcune sue parole dello scorso febbraio, dopo Udinese-Roma, quando disse: «Abbiamo investito molto su giocatori come Robinio Vaz e Venturino, però o parliamo di Under 23 o di Champions, mettiamoci d’accordo». Sia per una questione di età, sia per caratteristiche fisiche e tecniche, Rodrigo Mora non corrisponde a quella descrizione, né ovviamente ai vari Malen e Wesley che avevamo individuato come altra categoria di giocatori. Ci può spiegare cosa è successo nel frattempo? C’è stato un cambio di idea o di prospettiva?
"Mi sembra di essere stato abbastanza chiaro. Comunque Rodrigo Mora è un giocatore, ex Porto, che ha già sviluppato un altro tipo di percorso rispetto a quei ragazzi. Stai facendo dei paragoni un po’ poco equilibrati. Poi magari quei ragazzi faranno sicuramente un’ottima carriera, ma Rodrigo Mora è un po’ più avanti. Non mi sembra un paragone molto equilibrato. Comunque Rodrigo Mora rimane un giocatore giovanissimo, è un 2007, ha 19 anni. Non so quale sia la tua aspettativa: la mia è quella di un giocatore che possa sicuramente aiutare, un giocatore di talento. Però non penso neanche di poter mettere addosso a un ragazzo di 19 anni la responsabilità di essere già il leader di una squadra che gioca la Champions. Poi magari lo diventerà, io lo spero e me lo auguro. Ma tu, che segui il calcio da anni, sai benissimo che ci sono degli step anche per questo tipo di talenti molto importanti".
Le chiedo una specifica su Koné: come lo ha visto dal punto di vista mentale? È centrato, considerando che soprattutto dall’Inghilterra è stato un continuo rincorrersi di voci che lo avrebbero voluto in tante squadre? E poi, se punta su Lulli, come lo ha visto e a che punto è dal punto di vista della crescita?
"Lulli è un altro ragazzo anche lui. Al di là di tutte le situazioni che si dicono e che si scrivono, che possono essere tantissime, di fatto non ci sono mai state trattative o richieste così importanti. Io credo che Koné, per me, sia un giocatore fondamentale per la Roma e credo che sia contento di giocare nella Roma. Anche perché, rispetto a tutte queste alternative, credo che nessuna squadra abbia venduto i propri big importanti: non ha venduto nessuno. È stato un mercato molto particolare, nel quale le vendite sono state bloccate. Soprattutto nelle squadre di vertice non ci sono state uscite".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE