Dovbyk e la Roma: limiti, sfortuna e un feeling mai nato
Alla prima stagione 17 gol nonostante le difficoltà. Con Gasp partenza complicata, poi il lungo infortunio. Oggi è pronto a diventare del Bologna
(GETTY IMAGES)
L’avventura di Artem Dovbyk in maglia giallorossa si conclude con 20 gol in 63 presenze: il centravanti ucraino saluta e va a Bologna in prestito, nell’ambito dell’operazione che porta Castro alla Roma. Resta l’amaro in bocca per quello che poteva essere e invece non è stato, ma l’impressione è che il ventinovenne non si sia mai davvero ambientato nella Capitale, nonostante una prima stagione tutto sommato sufficiente, viste le tante difficoltà affrontate dai giallorossi nel 2024-25.
Un biennio spento
Arrivato nell’estate del 2024 al termine di una trattativa relativamente rapida – dopo che la Roma aveva vagliato Sorloth ed En-Nesyri – l’ucraino si trova a dover fare i conti con le alte aspettative della piazza nei suoi confronti, derivanti dai 41 milioni di euro spesi dai giallorossi e dalla stagione con 24 gol al Girona (nella quale ha vinto il Pichichi, il premio di capocannoniere della Liga). La stagione della Roma però è travagliata, e Artem ne risente: il primo gol arriva a Marassi, il 15 settembre, nell’ultima in panchina di Daniele De Rossi, proprio il tecnico che aveva caldeggiato il suo arrivo. Con Juric prima e Ranieri poi, il centravanti segna, seppure non con costanza, ma spesso appare un po’ fuori dal gioco: fa a sportellate, ma senza troppa convinzione, attacca lo spazio in maniera poco efficace e fatica a giocare con il resto della squadra; evidenzia poi una certa macchinosità nelle movenze e la difficoltà a giocare spalle alla porta. Ciononostante, mette a referto 17 reti in 45 presenze alla prima stagione in Italia: alcuni gol – contro Como, Cagliari, Lecce e Fiorentina – risultano peraltro determinanti per la grande risalita della Roma sotto la guida di Ranieri, e contribuiscono al raggiungimento del quinto posto.
L’arrivo in panchina di Gasperini fa sorgere l’interrogativo: l’ex Girona è l’uomo giusto per il gioco del tecnico di Grugliasco? Dal mercato arriva in prestito Evan Ferguson, e ben presto i due si contendono la maglia da titolare, ma entrambi regalano più ombre che luci. Dovbyk sbaglia due volte dal dischetto contro il Viktoria Plzen all’Olimpico, quindi segna contro il Parma da subentrato, ma uno stiramento alla coscia lo costringe a fermarsi. Quando rientra, ha giusto il tempo per segnare il terzo (e ultimo) gol del suo campionato a Lecce, dopodiché una lesione miotendinea sempre alla coscia sinistra lo costringe a fermarsi per oltre tre mesi.
La sua ultima presenza sarà il brevissimo spezzone nel derby del 17 maggio scorso, 2’ più recupero al posto di Dybala, nella partita che ha dato alla Roma di Gasperini la convinzione di poter raggiungere la Champions. Già allora appariva abbastanza chiaro che le strade della Roma e di Artem fossero destinate a separarsi: tra la piazza e l’ucraino non c’è mai stato vero feeling, perciò l’addio è senza troppi rimpianti, se non quelli di aver speso una cifra elevata per un calciatore che non è riuscito a dare l’apporto che ci si aspettava.
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