Settore Giovanile

Youth League, il giorno dopo: la Roma Primavera e una vittoria che sa di maturità

La squadra di Scala aggredisce e cerca la palla, poi va sotto immeritatamente col Fenerbahce. Ma l'intervallo porta consiglio: è l'attacco a ribaltarla per tre punti diversi

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
11 Settembre 2026 - 19:10

Nuove regole, vecchie abitudini. Perché pure quando l'esperienza è minore, per chiare indicazioni dell'Uefa, la Roma Primavera non abbassa l'intensità e fa sua la partita. C'era riuscita già nella prima mezz'ora sul campo del Fenerbahce, primo avversario dell'ostica Youth League in cui i giallorossi mancavano dal lontano 2019, quando c'era Alberto De Rossi in panchina e il rettangolo pullulava di prospetti futuri chiamati a gran voce. C'era riuscita spingendosi in avanti, aggredendo quando necessario per riavere il pallone tra i piedi, mordendo caviglie con la perentoria fame delle prime tre di campionato e gettandosi verso l'area avversaria; tra esterni alti e partecipi alla fase d'attacco, trequartisti funzionali al gioco nello stretto e all'uno-contro-uno (tant'è che poi Guaglianone e Falcetta sono pure andati in gol), una punta che sa muoversi e aspettare il momento giusto per farsi vedere.

L'espulsione dei turchi ha giocato un ruolo fondamentale, permettendo alla Roma di respirare aria pulita in seguito a un errore di Paul, con successivo gol di Alaettin Ekici, e al tiro da fuori di Kok. Così, pur rischiando qualcosa, la squadra di Scala l'ha ribaltata nel secondo tempo: dalla convinzione di Paratici (appunto) sull'uscita bassa e totalmente fallata di Sapaz, fino al poker di Falcetta servito da Giammattei, passando per il siluro di Guaglianone e il tocco sotto porta di Maccaroni. Tre 2008, un 2010. Dal 1', a differenza degli avversari, tre classe 2007: Terlizzi, Di Nunzio, Marchetti. Un divario non indifferente. Ma poi, a colpire sono stati i più piccoli, per una rinnovata (e non ritrovata) teatralità offensiva. Alla fine, il 4-2 è il risultato più bello, che sa di maturità tra le varie lacune che dei ragazzi alle prime armi possono avere. Ora, il segreto è continuare sulla strada intrapresa, già contro un Como che non ha sfigurato e che ha con sé una vecchia conoscenza di livello, Gianluca Falsini.

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