AS Roma

La stagione di El Aynaoui: fuoco ancora coperto

Protagonista e leader assoluto con il suo Marocco tra Coppa d'Africa e Mondiale. Con la Roma il suo potenziale evidente è alternato, ma la prima annata in giallorosso è positiva

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Paielli
02 Luglio 2026 - 07:00

La sensazione è che Neil El Aynaoui freni, forse inconsciamente, il fuoco dentro limitandolo ancora a luci di scintilla. Almeno con la Roma. La prima stagione del centrocampista in giallorosso è caratterizzata da sentimenti contrastanti. A volte guerriero dominante, a volte fin troppo timido. A volte padrone del centrocampo, a volte frenetico. Quel che è certa, però, è l'autenticità delle qualità del marocchino. La nuova avventura rischia di iniziare con un filo di tensione a causa dei social, visto che il suo arrivo viene visto (fortunatamente da pochi) come un ripiego dopo il fallimento della trattativa per Richard Rios. Neil è costretto a limitare i commenti sotto le sue foto sui social, ma è aria fritta. Solo qualche personaggio triste. I tifosi giallorossi sono tutt'altro. 

E infatti, al suo arrivo nella Capitale, in una calda serata di metà luglio, circa 50 sostenitori lo accolgono per fargli assaporare il vero sentimento romanista. Il centrocampista è reduce dalla stagione più prolifica della sua carriera, con la maglia del Lens, caratterizzata da ben 8 centri. Un'indicazione che, inizialmente, spinge a pensare a una posizione più avanzata: ben presto, però, El Aynaoui dimostra che la zona è quella al centro del campo. Nelle prime uscite Gasperini lo propone anche dietro la punta, come nella sconfitta contro il Torino, ma è nei due di centrocampo che il marocchino sembra sentirsi padrone dello spazio.

Esperienza che parte con più ombre che luci, nonostante le alte aspettative maturate sia per l'esborso economico (operazione da 25 milioni complessivi) sia per i segnali interessanti arrivati nelle amichevoli precampionato. 

Tuttavia, le prime uscite non perfette appaiono giustificate dalle richieste di Gasp, una novità assoluta, e dal tipo di calcio sperimentato: per Neil è la prima volta lontano dalla Francia. A ottobre la prima svolta: El Aynaoui risponde per la prima volta alla chiamata del Marocco. Una scelta pesante vista l'imminente Coppa d'Africa da affrontare, dove sarà protagonista indiscusso. Al ritorno dalle ottime prestazioni con la nazionale, Gasperini ritrova un calciatore sicuramente più sicuro e sull'onda dell'entusiasmo per il riscontro positivo assorbito in patria. Quell'incertezza, scambiata quasi per pigrizia, dovuta a un'apparente timidezza in campo, sembra essere dimenticata. Finalmente sprazzi del vero Neil, sempre aggressivo in campo, tentacolare nel recupero dei palloni e mai arrendevole. Senza dimenticare l'ottima qualità tecnica. E a dimostrazione delle proprie possibilità, a novembre arriva il primo assist in maglia giallorossa, contro la Cremonese. Nella sfida successiva, a fine mese, anche il primo (bellissimo) gol, contro il Midtjylland in Europa League. Ma proprio nel momento di piena sicurezza e forma, la Roma è costretta a fare a meno di El Aynaoui.

Neil parte per la Coppa d'Africa, rappresentando l'assoluta sorpresa della competizione e catturando in pochissimo tempo le attenzioni di tutti gli appassionati. E arriva in fondo, fino alla finale contro il Senegal persa sul campo ma vinta a tavolino dopo uno dei casi più assurdi nella storia del calcio.

Ma quello tornato nella Capitale non sembra essere lo stesso calciatore. Da febbraio a metà marzo mai centrale e brillante, tra problemi anche personali e prestazioni opache. Poca tranquillità: l'esempio più chiaro è il fallo ingenuo all'ultimo secondo contro la Juventus che porterà alla punizione del 3-3 finale. Come un'oasi nel deserto, arriva l'ultima sosta per le nazionali. E come sempre è rigenerante: due gare, due gol. È ancora un altro El Aynaoui. Questa volta, però, la serenità torna definitivamente. La corrente alternata rimane accesa fino al gong. A Bologna Neil è anche decisivo con un gol e un assist, poi il gran finale. E il Mondiale da leader affermato con la sua nazionale è la ciliegina sulla torta. Ora tocca a lui mantenere la stessa fiamma viva.

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