Malagò: “Vi renderò orgogliosi”. Abete: “Anche con il 2% si diventa presidenti”
Le ultime parole dei due candidati alla presidenza della Figc. Tra poco la proclamazione del vincitore
(GETTY IMAGES)
Queste le parole dei candidati prima della proclamazione del presidente della Federcalcio, prevista tra qualche minuto. Giovanni Malagò: “Questa è una battaglia che si vince solo tutti insieme. Chi mi ha chiamato qui lo ha fatto per i risultati raggiunti nelle precedenti esperienze alla guida del Circolo Canottieri Aniene, poi alla guida del Coni, poi alla guida della Fondazione Milano-Cortina. Le nostre radici vincenti non devono essere un peso che ci soffoca, a ripensare a quello che eravamo e ai campioni che avevamo, ma devono diventare lo stimolo per guardare avanti, per una stagione umile e ambiziosa di cui ognuno di voi dovrà sentirsi parte. Se sarò eletto vi imploro di rinunciare ai personalismi e io vi renderò orgogliosi per i risultati che otterremo”.
Malagò ha anche ricordato che il papà, Vincenzo, è stato per tre volte vicepresidente della Roma.
Queste le parole di Giancarlo Abete: “Il percorso per arrivare a questa elezione è stato incomprensibile: bisognava mettersi al tavolo per capire per quale motivo con il 98% dei consensi il presidente Gravina non sia riuscito a trovare un accordo per fare le riforme. Non si è voluto affrontare il problema, ma solo caricarlo alle spalle del nuovo presidente, e allora sono qui per dare il mio contributo. So di essere sfavorito, ma anche chi è partito alle elezioni con un 2% poi a volte è diventato presidente. Ricordiamoci che il calcio non è un'industria, ma un grande fenomeno sociale che determina effetti economici importanti. Tra le quasi 300 società italiane che fatturano più di un miliardo non c'è un club calcistico, quindi non siamo un'industria, I problemi li conosciamo, proviamo a risolverli partendo da queste certezze”.
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