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Malagò: “Vi renderò orgogliosi”. Abete: “Anche con il 2% si diventa presidenti”

Le ultime parole dei due candidati alla presidenza della Figc. Tra poco la proclamazione del vincitore

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
22 Giugno 2026 - 14:49

Queste le parole dei candidati prima della proclamazione del presidente della Federcalcio, prevista tra qualche minuto. Giovanni Malagò: “Questa è una battaglia che si vince solo tutti insieme. Chi mi ha chiamato qui lo ha fatto per i risultati raggiunti nelle precedenti esperienze alla guida del Circolo  Canottieri Aniene, poi alla guida del Coni, poi alla guida della Fondazione Milano-Cortina. Le nostre radici vincenti non devono essere un peso che ci soffoca, a ripensare a quello che eravamo e ai campioni che avevamo, ma devono diventare lo stimolo per guardare avanti, per una stagione umile e ambiziosa di cui ognuno di voi dovrà sentirsi parte. Se sarò eletto vi imploro di rinunciare ai personalismi e io vi renderò orgogliosi per i risultati che otterremo”.

Malagò ha anche ricordato che il papà, Vincenzo, è stato per tre volte vicepresidente della Roma.
Queste le parole di Giancarlo Abete: “Il percorso per arrivare a questa elezione è stato incomprensibile: bisognava mettersi al tavolo per capire per quale motivo con il 98% dei consensi il presidente Gravina non sia riuscito a trovare un accordo per fare le riforme. Non si è voluto affrontare il problema, ma solo caricarlo alle spalle del nuovo presidente, e allora sono qui per dare il mio contributo. So di essere sfavorito, ma anche chi è partito alle elezioni con un 2% poi a volte è diventato presidente. Ricordiamoci che il calcio non è un'industria, ma un grande fenomeno sociale che determina effetti economici importanti. Tra le quasi 300 società italiane che fatturano più di un miliardo non c'è un club calcistico, quindi non siamo un'industria, I problemi li conosciamo, proviamo a risolverli partendo da queste certezze”.

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