Capello torna sul 2001: "Totti la nostra bandiera. Delvecchio una chiave tattica della squadra"
In un'intervista al club giallorosso, l'ex allenatore della Roma ha parlato di ogni singolo giocatore della rosa del terzo scudetto
In occasione del venticinquesimo anniversario del terzo scudetto della Roma, vinto contro il Parma il 17 giugno 2001, Fabio Capello ha rilasciato un'intervista ai canali ufficiali del club. Ma non una semplice intervista, bensì un pensiero dettagliato di ogni singolo giocatore della rosa di quella stagione.
Aldair Nascimento Santos: "Giocatore immenso. Grande personalità, sei un allenatore fortunato quando alleni un difensore così forte, campione del mondo".
Antonioli Francesco: "Buon portiere, che segnalai io da portare dal Bologna alla Roma. Lo conoscevo dai tempi del Milan, quell’anno fu importante in alcuni momenti chiave".
Assuncao Marcos: "Brasiliano, un centrocampista con doti non banali, tra queste quella di saper calciare molto bene le punizioni. E in alcune partite della stagione segnò dei gol fondamentali".
Balbo Abel Eduardo: "Non giocò tanto, ma era una presenza nello spogliatoio, un punto di riferimento per tanti calciatori più giovani. E poi ebbe un merito, quello insieme ad altri di convincere Batistuta a venire a Roma".
Batistuta Gabriel Omar: "L’uomo che ci mancava per il definitivo salto di qualità. Un goleador, un uomo d’area di rigore. Segnò 20 reti in campionato, sbloccando partite che sembravano segnate".
Cafu Marcos: "Un giocatore di fascia destra unico nel suo genere, che correva per tutto il campo. Aveva grandissime qualità tecniche, si rivelò tra i protagonisti con tanti assist e qualche gol".
Candela Vincent: "Vedi Cafu. Aveva questa capacità di essere determinante dal centrocampo in su. E io ebbi l’intuizione di sfruttare le caratteristiche offensive di questi due esterni".
D’Agostino Gaetano: "Era uno dei giovani rampanti della nostra Primavera insieme a De Rossi e Aquilani. Lo feci esordire nella stagione dello scudetto in uno spezzone di gara a Brescia".
Delvecchio Marco: "Una delle chiavi tattiche della nostra squadra. Con la sua capacità di sacrificio sulla sinistra, diede equilibrio, ma anche imprevedibilità quando si affacciava in area avversaria".
Di Francesco Eusebio: "Anche lui era uno dei leader silenziosi del gruppo, uno dei veterani che stava alla Roma da tempo. Si fece male a inizio stagione, ma poi ci diede una mano nel finale di campionato".
Emerson Ferreira da Rosa: "Si infortunò al crociato nel mese di agosto. Tornò a nostra disposizione a gennaio e divenne rapidamente tra i calciatori determinanti. Portò forza e tattica al nostro centrocampo".
Guigou Gianni: "Centrocampista uruguayano di buona tecnica, rientrò nelle rotazioni a metà campo. E, in alcuni momenti, fornì anche degli assist determinanti per alcuni gol".
Lupatelli Cristiano: "Troppo simpatico. Un buon portiere, al quale mi affidai in alcuni match fondamentali della stagione, tra cui il derby di andata. Era il secondo ideale".
Mangone Amedeo: "Centrale di difesa di esperienza, che prendemmo un anno prima dal Bologna insieme ad Antonioli e Rinaldi. Dava il cambio ai nostri difensori, garantendo sempre solidità".
Montella Vincenzo: "Non era un centravanti di fisico, ma di assoluta qualità tecnica. In area di rigore sbagliava molto poco. E non a caso segnò 13 gol determinanti in campionato".
Nakata Hidetoshi: "Quando lo feci entrare a Torino, contro la Juventus, al posto di Totti mi prendevano per matto. E invece fu la chiave di volta di quella gara. Segnò il primo gol e propiziò il pareggio di Montella".
Rinaldi Alessandro: "Era un ragazzo che sapeva fare bene il centrale e anche il terzino destro. Non giocò tantissimo, ma sono sicuro che con i cinque cambi di oggi tanti di quella rosa avrebbero trovato più spazio".
Samuel Walter Adrian: "Uno di quelli che contribuì alle nostre fortune. Difensore centrale argentino solidissimo e sempre concentrato, arrivò da noi che aveva solo 22 anni, ma per maturità ne dimostrava di più".
Tommasi Damiano: "In quell’anno dello scudetto fece forse la sua migliore stagione da calciatore. Centrocampista generoso, presente in ogni zona del campo. E un leader del gruppo".
Totti Francesco: "Che dire? Una bandiera, la nostra. La Roma. L’uomo che faceva passaggi a centrocampo che nessuno vedeva. E poi segnava come un attaccante. Di gol in quel campionato ne segnò 13 come Montella".
Zago Antonio Carlos: "Uno di quegli elementi che non può mancarti quando devi vincere un campionato. Un centrale di difesa esperto, forte, completo. Un altro grande giocatore".
Zanetti Cristiano: "Uno di quelli che chiesi per rinforzare la rosa l’estate precedente al nostro Scudetto. Aveva fatto molto bene a Cagliari, lo prendemmo dall’Inter in cambio di Di Biagio".
Zebina Jonathan: "Anche lui, come Zanetti, mi era piaciuto nel Cagliari. E alla Roma si confermò come una sorpresa positiva. Giocò le sue partite e diede il proprio contributo, da difensore fisico".
Sensi Franco: "Il presidente e tutta la sua famiglia sono stati molto importanti per la mia carriera da tecnico. Mi ha dato la possibilità di allenare a Roma e di vincere un campionato grazie ai suoi investimenti sul mercato. Gli dico grazie per sempre".
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