VIDEO - "Quindi ti sei ca...to sotto?": Cobolli e il divertente aneddoto su Totti
Il tennista ha parlato della sua passione in un'intervista: "All'Olimpico non posso non stare in Curva Sud, ho bisogno di tifare in piedi". E sulla fidanzata laziale...
(GETTY IMAGES)
Flavio Cobolli ha parlato in un'intervista al canale YouTube di Pasta Felicia, in cui si è espresso anche sulla sua passione per la Roma. Ecco le sue parole.
Sulla Roma?
"Siamo abbonati in Curva Sud da quando sono bambino. La Roma è la nostra vera passione, ancor più del tennis. E un giocatore romano e romanista spera sempre che suo figlio possa calpestare quel campo almeno una voglia. Non è successo e forse è meglio così".
Bruno Conti ha detto che è difficile che qualcuno scelga un altro sport rispetto al calcio.
"In quel caso, giochi con la squadra per cui tifi e dire di no è difficile! Lui giocava a baseball, ma credo che anche lui abbia fatto la scelta giusta".
La tua fidanzata, Matilde, ha un difetto...
"Non posso dirlo io...".
Tifa per l'altra squadra...
"Non tutti sono perfetti. Ma l'importante è che nostro figlio sia della Roma".
La Roma in finale di Champions o giocare la finale di un grande Slam?
"Si tratta di una domanda a cui rispondo quasi in tutti i tornei. Per me giocare la finale di un grande Slam sarebbe il sogno della vita".
Tu non hai visto la Roma vincere lo Scudetto...
"No, ma una delle cose più belle è stata la Roma vincitrice della Conference. Ho visto tutte quelle partite allo stadio tranne la finale, poi ho rimediato con Budapest. Lì ci sono rimasto male... Quella cosa ancora scotta e spero che la Roma torni a essere la Roma di Totti".
Rivedi mai le immagini dello Scudetto del 2001?
"No, perché rosico. Ma conosco a memoria i gol col Parma!".
Sull'esperienza allo stadio?
"Stare in piedi per tre ore è una delle cose che più mi rilassa. Vado in Curva Sud. Quest'anno sono andato una volta in hospitality e per tre minuti ho dormito: non sono abituato a stare seduto. Mi sono ritrovato col sonno e ho detto ai miei: 'Vi prego, non lo rifacciamo!'. Ho bisogno di stare in Curva. Lì mi riconoscono, ma i tifosi non sono invasivi: sanno che fino a fine partita non deve venire nessuno".
Sui tatuaggi?
"C'è il Lupetto di Gratton. In famiglia lo abbiamo io, mio padre e mio fratello. Poi ho la fascia di capitano di De Rossi, il mio primo tatuaggio: 'Sei tu l’unica mia sposa, sei tu l’unico mio amor'. Sulla coscia ho un 'Fino alla vittoria', una coreografia che ho visto in Roma-Leicester, anno della Conference".
Su Totti e De Rossi?
"Ho un aneddoto: ho conosciuto De Rossi, conosco meno Totti. Ma Francesco è una leggenda, una persona che considero vicina a Dio, a Roma. Quando sono andato in hospitality avevo perso da poco in Australia e appena mi ha visto mi ha detto: 'Ao, quindi te sei ca...ato addosso?!'. Lì se ne è andato: io e mio padre abbiamo riso tantissimo! Era informatissimo".
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