AS Roma

Che beffa per Wesley, il Mondiale è già finito

C’è lesione per l’esterno: Ancelotti chiama Ederson al suo posto. Il comunicato della Cbf ha spento ogni speranza: adduttore della coscia sinistra per il brasiliano

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Andrea Di Carlo
08 Giugno 2026 - 06:00

Il Mondiale di Wesley è già finito. Quel sogno prima sussurrato, poi accarezzato e infine ammirato ad un passo dal traguardo è andato in frantumi sotto i raggi X di una risonanza. Le lacrime del brasiliano, del resto, avevano restituito un primo tremendo responso che non poteva essere ignorato, confermato poi dal freddo comunicato emesso nelal giornata di ieri dalla CBF, la federazione brasiliana: «L’atleta Wesley è stato rivalutato domenica dalla commissione medica della Selezione Brasiliana ed è stato sottoposto a esami strumentali. La risonanza magnetica ha rilevato una lesione muscolare al muscolo adduttore della coscia sinistra. Wesley è un atleta amato dal gruppo e sarà sempre considerato parte di questa squadra che punta all’esa-campeonato mondiale. In base alla diagnosi, la CBF annuncia la convocazione dell’atleta Éderson, che si unirà alla delegazione già lunedì negli Stati Uniti».
Il tempo della speranza, alla fine, è durato appena 24 ore: le prime (più rassicuranti) diagnosi parlavano di un non identificatoguaio muscolare all’inguine, criticitià risolvibile in 10-15 giorni. Wesley, insomma, avrebbe saltato solo l’esordio contro il Marocco, per poi tornare a disposizione di Ancelotti per il resto della competizione. Invece l’esito della risonanza ha ribaltato il quadro: lesione e fine del viaggio Mondiale. Come scritto nel comunicato, sarà Ederson a prendere il suo posto. 

Wesley ha affidato ad un post Instagram il suo pensiero sul sogno svanito: «Non tutte le battaglie si vincono sul campo. Oggi devo interrompere un sogno a causa di un infortunio. Fa male non poter continuare a indosare la maglia del Brasile in questo momento, ma quelli che conoscono la mia storia sanno che arrendersi non è mai stata un’opzione. Sono venuto da lontano, ho superato tante difficoltà, ho affrontato sfide e ho dovuto superare molti ostacoli per arrivare qui. Nulla mi è stato regalato. Ogni successo è stato costruito con lavoro, fede, sacrificio e molta resilienza. Ecco perché affronto questo momento nello stesso modo in cui ho affrontato tutti gli altri: a testa alta, con fiducia in Dio e la certezza che tornerò ancora più forte. Questo non è la fine di un sogno, solo un altro capitolo della mia storia. Rialzarsi è sempre stata la mia forza più grande». 

I tempi di recupero dovrebbero aggirarsi attorno al mese: la Roma e Gasperini lo attendono a Trigoria più carico che mai.

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