Eleganza e fango, il derby totale di Dybala
Nella stracittadina vinta contro la squadra di Sarri, Paulo ha rappresentato il faro per i compagni nei momenti di difficoltà. Sporcando anche il vestito sempre elegante
(GETTY IMAGES)
Lampi di vera luce. Il derby di Paulo Dybala lascia solo buone sensazioni: non solo per la continuità di rendimento e di condizione dopo gli oltre 100 minuti disputati a Parma, neppure per l'assist al bacio sul raddoppio di Mancini. La Joya torna a caricarsi sulle spalle la Roma nella sfida più sentita, nel momento più intenso dell'intera stagione. E lo fa con un primo tempo di sacrificio, quando tutta la squadra fa fatica ad ingranare, soprattutto dal punto di vista tecnico. Per poi lasciare sfogo alla fantasia, alla genialità del proprio mancino e al lavoro unico svolto col proprio corpo a fare impazzire gli avversari.
Stop that Dybala. pic.twitter.com/y4FsRIPalh
— Stop That Football (@stopthatfooty) May 18, 2026
Come spesso capita, è Paulo il faro in mezzo al campo. Oltre le proprie abitudini, le funzioni conosciute e riconosciute: la responsabilità assorbita e fatta propria di una gara pesante come un macigno. E forse, anche per questo motivo, la Joya resta la Joya, ma sa vestire anche un altro abito. Un po' più da El General, per prendere in prestito qualche altro soprannome sudamericano. Subisce falli (6), facendo ammonire più di un calciatore. Illumina sulla fascia, proprio davanti a Gasperini, facendo scomparire e riapparire a suo piacimento il pallone.
Ma soprattutto, non ha paura di sporcarsi il vestito sempre elegante: 11 duelli vinti su 15 (nessuno come lui per i giallorossi), 2 contrasti, 2 intercetti, 5 palle recuperate (secondo in generale nella gara, primo nella Roma), 3 dribbling riusciti su 4 tentati (è suo il primato nella sfida). Una gestione a tutto campo, fino alla sostituzione (con meritata ovazione dei Romanisti) a due minuti dal 90'. Tanta eleganza, tanta Joya. Ma anche tanto fango. Oltre il mondo di Dybala.
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