AS Roma

È la finale tre di cinque: la strada pare spianata

Dopo Bologna e Fiorentina, c'è il Parma. Un’altra sfida sull’asse autostradale

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
10 Maggio 2026 - 06:00

Tra le tristi prassi di un allenatore impegnato a certi livelli c’è anche quella che chiedono spesso conto a lui di questioni che con lui non hanno niente a che fare. Nella Roma, peraltro, questa cosa è pure clamorosamente sbilanciata. Perché a fronte di una proprietà che ha scelto di non comunicare c’è una storica carenza di figure di riferimento anche tra i dirigenti, ora, poi, in maniera particolare da quando è esplosa la querelle tra Gasperini e Ranieri, con la conseguente scelta di licenziare l’advisor e tenere, per l’ordinaria amministrazione, il ds Massara che sa comunque di avere le ore contate. Inevitabilmente tutte le questioni in piedi a Trigoria, dai millimetri della lunghezza dell’erba dei campi alle questioni del FairPlay finanziario, si finisce per chiederle all’allenatore. 

Ieri, alla vigilia di una delicatissima partita a Parma (calcio di inizio ore 18, stadio Tardini con le solite legioni di romanisti non romani, telecronaca a scelta tra Dazn e Sky, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista) è spuntato pure Report a chiedere conto al tecnico delle prassi societarie, con una domanda incentrata sulle mediazioni di affari di mercato portate avanti per conto della Roma da Pietro Scala, un amico, così è stato detto nella domanda, di Ryan Friedkin. Scala effettivamente è una figura piuttosto presente nelle ultime vicende romaniste. Non ha niente a che fare con lo storico preparatore e poi “funzionario” Vito, ed è sicuramente stato coinvolto nella sua qualità di agente “di fiducia” della famiglia Friedkin in alcune trattative di mercato e anche adesso probabilmente per la ricerca del direttore sportivo. Report sta indagando sul tema. E ne ha chiesto conto a Gasperini, il quale, come era ovvio attendersi, ha glissato dicendo che non è certo lui a occuparsi di queste questioni. La Roma, dal canto suo, sul tema non si esprime. 

Eppure sui giornali Gasperini viene descritto iperattivo anche su temi che non hanno a che fare con il campo. Ma lui se la cava con ironia: «È tutto talmente vero che io mi occupi di direttori sportivi e di rinnovi del dei contratti che non ne abbiamo ancora neanche parlato con la società che per è impegnata in altre questioni. Ma presto o tardi lo faremo». Sarà tardi, e poco consola che altre società sono ancora alla confusa ricerca degli assetti migliori. Con la Roma, del resto, il ritardo è una costante. E quest’anno è pure peggio, almeno finché non si trova un nuovo ds. Gasperini si sottrae da ogni possibile polemica con l’indispensabile dose di buon senso. 

Così prova a concentrarsi sulla partita, solo all’apparenza facile, di questo pomeriggio. La Roma non ha scelta: per provare ad inseguire l’obiettivo del quarto posto deve vincere anche le ultime tre partite, dopo aver battuto agevolmente Bologna e Fiorentina. L’asse autostradale si completa oggi pomeriggio con l’uscita di Parma, squadra libera ogni condizionamento di classifica e per questo piuttosto temibile, dopo una salvezza comodamente raggiunta in maniera quasi insperata. Merito del suo giovanissimo allenatore, l’estremo opposto di Gasperini nella linea anagrafica. I bookmakers non hanno dubbi: 6,40 pagano la vittoria del Parma, 1,50 quella della Roma. Non resta che andarsela a giocare. A proposito, ancora una volta nel prepartita, come da contratto con le emittenti detentrici dei diritti, qualcuno della dovrà andare a parlare: o Massara, il direttore sportivo che già sa di dover andar via, o Gasperini. Per l’ennesima volta quando si cominceranno a fare le cose seriamente?

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